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20 OTTOBRE

- ANSA - Riaperta al traffico locale la strada provinciale "Valnerina" - [Redazione] - I lavori, iniziati lo scorso mese di agosto, hanno consentito di mettere in sicurezza il versante roccioso che, con una frana di 60 mila metri cubi di detriti, ha ostruito la viabilità. È stata riaperta, in modalità provvisoria e per il traffico locale, la strada provinciale 209 "Valnerina" che collega i comuni e l'Appennino umbromarchigiano tra Visso e Preci. La strada era stata interrotta da una frana caduta dopo la scossa di terremoto che ha colpito il centro Italia il 30 ottobre 2016. Il transito, in attesa del completamento dei lavori, sarà consentito durante tre fasce orarie: 7.00-8.00 12.00-13.00 17.00-18.00, con senso unicoalternato per 30 minuti in direzione Visso e 30 minuti in direzione Preci. Anche il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio era presente alla cerimonia che si è svolta ieri tra Visso e Preci. "Si sta lavorando, ha detto Delrio, per creare prospettive di sviluppo, dotando le comunità locali delle infrastrutture necessarie. C'è un piano di investimenti massiccio e pluriennale per le zone colpite dal sisma perché non c'è sviluppo senza connessioni Un passo in avanti, compiuto con grande soddisfazione, ha sottolineato il Presidente della Regione Luca Ceriscioli. Il valore delle strade è strategico per ripartire, lungo la loro percorrenza passano la vita delle persone e la normalità necessaria per ricostruire. Le infrastrutture sono necessarie per i territori. Ripristinare i collegamenti è fondamentale per la loro crescita economica". L'assessore regionale ai Trasporti dell'Umbria Giuseppe Chianella ha detto: "La riapertura della strada provinciale 209 Valnerina fra Preci e Visso, anche se intanto in modalità provvisoria, è un segnale importante: oggi si riallacciano due regioni e due comunità". Il Presidente Anas Gianni Vittorio Armani ha evidenziato la complessità degli interventi effettuati: "Questa prima apertura provvisoria dà respiro al traffico locale, altrimenti costretto a lunghi percorsi alternativi". Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso, ha concluso la cerimonia sottolineando come la riapertura della strada consenta di recuperare "vivibilità alla comunità locale". Nelle prossime settimane, terminate le attività di protezione dei versanti, l'Anas prevede di incrementare le fasce orarie di apertura al traffico mentre proseguiranno i lavori per il completo e ripristino.  

19 OTTOBRE

- REDAZIONE - Massa, alpinisti bloccati sul monte Campaccio: intervento notturno del Soccorso Alpino - [Redazione] - La squadra ha raggiunto la cordata dal basso, risalendo la via arrampicata denominata "Chi leva il vin dai fiaschi". La Stazione di Massa del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (SAST) è stata attivata martedì sera per un intervento tecnico in notturna alla falesia del monte Campaccio per recuperare due alpinisti bloccati in parete. Un volta raggiunti, i due sono staticalati alla base della parete e riaccompagnati alle auto. 

18 OTTOBRE

- NEWS - Terremoto di magnitudo 3.7 vicino alla Costa Calabra - [Redazione] - Mercoledi 18 Ottobre 2017, 16:36 La scossa è stata registrata alle 15:11, a 72 chilometri da Cosenza. a ridosso della Costa Calabra nord occidentale. L'ipocentro è posizionato a una profondità di 281 km. 

03 OTTOBRE

- LA REPUBBLICA - ARSENICO E FERRO NELLE SORGENTI “COSI’ CI AVVISA IL TERREMOTO” - [Elena Dusi] - Cresciuta di venti volte la concentrazione nell'acqua prima del sisma di Amatrice. Ora i ricercatori si interrogano se può servire come sistema di allarme per le nuove scosse.L'acqua è cambiata, prima del terremoto di Amatrice. Da marzo-aprile 2016 (la prima scossa è del 24 agosto), 7 sorgenti e un pozzo tra Sulmona e Popoli (a 70 100 chilometri dall'epicentro ) si sono arricchiti di ferro, vanadio e arsenico. La loro concentrazione è aumentata fino a 20 volte. L'acidità si è leggermente accentuata, insieme alla presenza di anidride carbonica. Le alterazioni sono proseguite anche dopo la scossa principale. Il livello delle falde acquifere è cresciuto di alcune decine di centimetri e il cromo si è aggiunto al mix di elementi misurati nelle sorgenti. Oggi, oltre un anno e 76mila scosse più tardi, i valori sono rientrati nella norma. I ricercatori, sempre schivi di fronte alla parola "precursori sismici", sostengono che questa volta ci sono indizi concreti. Quella dei precursori è una frontiera ancora lontana. Ma noi speriamo di aver fatto dei passi avanti per raggiungerla scrivono su Nature Scientific Reports gli autori della Sapienza di Roma, del Cnr e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La terra, prima di un terremoto, potrebbe mandarci dei segna li spiega Andrea dell'Istituto di geologia ambientale e geo-ingegneria del Cnr. È possibile che nelle falde vicine alla superficie penetrino acque profonde, modificandone la composizione chimica. Poco prima del terremoto di Kobe del 1995, un ricercatore iniziò per caso a monitorare le acque della zona, ottime per fare il sake. Trovò un valore di radon quadruplo rispetto al normale. Un collega mi ha raccontato, aggiunge Billi, di aver comprato dell'acqua minerale dopo la scossa di Van nel 2011. Era stata imbottigliata prima del sisma e conteneva valori anomali. Dopo L'Aquila nel 2009 la circolazione idrica sotterranea variò ricorda Marco Petitta, idrogeologo alla Sapienza. Dopo l'Irpinia, nel 1980, ci fu un aumento della portata delle sorgenti. Quando, nel 1975, le autorità cinesi ordinarono l'evacuazione della città di Haicheng (quasi un milione di persone furono convinte a fare le valigie, e la scossa arrivò davvero) l'improvviso riempimento di un bacino idrico fu uno dei vari segnali di allarme. Nonostante questo, i segnali delle acque non sono mai stati considerati precursori affidabili. Troppo imprecisi i loro messaggi, spesso indecifrabili i segnali che provengono dal sottosuolo. Marino Domenico Barberio, un ragazzo all'inizio del dottorato alla Sapienza, ha deciso comunque di studiare i pozzi di Sulmona. Anch'io ero perplesso racconta Petitta, suo professore. Rischiava di non avere dati buoni per la tesi. Ma lui ha insistito. Dal 2015 una volta al mese ha fatto il giro delle sorgenti per prelevare i campioni. Le zone di monitoraggio sono state scelte per la loro storia sismica, senz'altro turbolenta. L'estensione dell'Appennino che ha causato la sequenza di Amatrice ha aperto nel sottosuolo delle fratture a circa 10 chilometri di profondità. Nelle sorgenti idriche a 3-4 chilometri, spiega Petitta, si sono infiltrate acque profonde, più acide perché contenenti anidride carbonica e ricche di elementi vulcanici, idrotermali. Questi elementi però non sono validi per ogni luogo. Ogni sito potrebbe avere la sua impronta. L'unico modo per accertarlo è il monitoraggio di aree estese e per tempi lunghi. L'auspicio ora è che si installi una rete di monitoraggio delle sorgenti (la Cina ne ha già una, sperimentale). Sarebbe un'opera impegnativa, ma non impossibile dice Billi. Nel 1980 non avevamo nemmeno una vera e propria rete sismica.  

27 SETTEMBRE

- CNSAS - FORMAZIONE UNIT - [Redazione] - il secondo polo formativo centro sud del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico si è svolto dal 21 al 24 settembre a Campochiaro (CB) per unità cinofile di ricerca in macerie e di superficie. Durante questo evento, come accaduto per il primo svolto a maggio, dodici unità cinofile e relativi conduttori sono stati impegnati in attività di formazione e verifica presso il campo macerie del Centro Polifunzionale della Protezione Civile di Campochiaro (CB). Tale polo formativo, il secondo ad essere istituito nel Centro Sud Italia, rappresenta un evento che ha richiamato partecipanti da Molise, Calabria, Basilicata, Umbria, Abruzzo e Lazio. Sono stati presenti a queste giornate il direttore della Scuola Nazionale Unità Cinofile del Cnsas e un istruttore nazionale del Cnsas per unità cinofile. Lo scopo di tale polo formativo è quello di addestrare unità cinofile per l’attività di ricerca persone disperse in macerie e per ricerca di superficie, da utilizzare in tutti quegli ambiti di intervento e di soccorso a persone, in cui l’impiego di queste risorse ricopre un ruolo essenziale per ottimizzare tempistiche ed esito degli interventi, in particolar modo alla luce dei tragici eventi calamitosi che hanno interessato il centro Italia negli ultimi anni. Inoltre, eventi di questo tipo, a pochi giorni dall’approvazione in Consiglio regionale della Legge per il Soccorso Alpino, rappresentano uno strumento utile a potenziare ulteriormente le capacità operative del Cnsas in ogni ambito di intervento in cui è chiamato a svolgere i propri compiti istituzionali. In questi tre giorni l’attività svolta ha previsto anche esercitazioni di ricerca in ambiente, nelle zone boschive e montuose dell’agro di San Massimo e Campochiaro. Nelle fasi formative e dimostrative è stata utilizzata anche un unità cinofila molecolare già operativa nel Cnsas.