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17 GENNAIO

- P.C. - LA DOMENICA DEL CNSAS - Il corpo senza vita di un escursionista è stato recuperato dal Cnsas Lombardo, l'uomo è precipitato per 400 metri sul Monte Legnone (Lecco). IL Soccorso Alpino di Verona è invece andato in soccorso di una famiglia sorpresa dall'oscurità sul Monte Baldo, mentre il Soccorso Alpino Abruzzese ha elitrasportato all'ospedale uno sciatore lussatosi sul versante aquilano del Gran Sasso. Si è concluso nel tardo pomeriggio di ieri l'intervento del Soccorso Alpino Lombardo per il recupero di R.B., un uomo di 42 anni di Cascina Muschiona –Origgio (VA) che ha perso la vita sul Monte Legnone (Lecco). Le ricerche erano cominciate sabato, quando i due escursionisti che erano saliti con lui non l'avevano visto arrivare al bivacco, come d'accordo. Erano tutti ben attrezzati per affrontare la montagna d'inverno. Scendendo, si erano separati per un breve tratto. L'uomo deceduto ha preferito raggiungere il bivacco, situato a circa 2000 metri di quota, prendendo il sentiero lungo una cresta. Per cause in corso di accertamento però è scivolato per circa 400 metri e la caduta è Terminata con un salto di circa 20 metri. Sabato, dopo la segnalazione, c'erano stati i primi sopralluoghi con l'elicottero, senza esito. Ieri mattina, all'alba, i tecnici del CNSAS Lombardo (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), XIX Delegazione Lariana, insieme con il SAGF della Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco hanno continuato le ricerche. Il corpo senza vita è stato individuato grazie a una ricognizione in elicottero verso le 12 e 20. È stato poi necessario procedere alla constatazione del decesso, cui sono seguite le operazioni di recupero. Alle 18.40 di ieri anche il Soccorso alpino di Verona è stato allertato, per una famiglia in difficoltà sul Monte Baldo. Padre, madre, tre bimbi e il loro cane, scendendo dalla stazione a monte della Funivia di Malcesine verso il lago, si erano infatti attardati e, sorpresi dal buio, non erano più in grado di proseguire. Tramite la centrale operativa del Cnsas di Torino, grazie all'applicazione di geolocalizzazione con smartphone, i soccorritori sono risaliti alle coordinate Gps del punto in cui si trovava il gruppo, non distante dalla stazione intermedia. Mentre una squadra partiva dalla sede, un soccorritore di Ala residente a Malcesine, che sempre interviene in supporto al Soccorso Alpino di Verona, risalito in macchina il più vicino possibile, ha quindi raggiunto la famiglia a piedi per poi riaccompagnarla a valle. E sempre ieri i tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzese (Sasa) e l'elisoccorso del 118 hanno recuperato uno sci alpinista aquilano, infortunatosi in prossimità della cima di monte Scindarella, sul versante aquilano del Gran Sasso. L'uomo stava sciando,quando un movimento sbagliato gli ha causato un brutto infortunio. Dopo aver allertato i soccorsi e nonostante l'insopportabile dolore provocato dalla lussazione di una spalla, lo sciatore ha però deciso di procedere a piedi lungo Vallefredda. Raggiunto da una squadra di tecnici che gli ha garantito una prima assistenza, un momentaneo miglioramento delle condizioni meteo ha poi permesso il recupero da parte dell'elicottero del 118. A bordo anche il medico e il tecnico di elisoccorso, entrambi del Cnsas, che hanno provveduto a immobilizzare il malcapitato e a elitrasportarlo all'ospedale San Salvatore dell'Aquila. Alle operazioni di recupero ha partecipato anche il personale alpino della Guardia di Finanza, implementato di recente con i tecnici dell'ex Corpo Forestale dello Stato  

16 GENNAIO

- P. C. - CURCIO AGLI STATI GENERALI DEL VOLONTARIATO - [Redazione] - Credo sia fondamentale, per noi istituzioni, fermarci e ragionare sugli impulsi che arrivano dal mondo del volontariato di protezione civile, perché la direzione nella quale andare nel prossimo futuro la vogliamo decidere insieme". Con queste parole il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha voluto riassumere l'importanza di aver partecipato, a Milano, al momento conclusivo della due giorni degli Stati Generali del volontariato di protezione civile della Lombardia. Con lui anche il Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, l'assessore regionale e il direttore alla protezione civile, Simona Bordonali e Fabrizio Cristalli, oltre all'assessore all'agricoltura della regione Liguria, Stefano Mai."Nei documenti che sono stati presentati ho trovato delle proposte per le quali ci deve essere una analisi a livello nazionale, mentre altre possono essere facilmente attuate. Quanto emerso e quanto accaduto in questi giorni qui è il segno di quanto sostengo da tempo, se una comunità è matura ha la necessità di essere presente e confrontarsi con le istituzioni e, dall'altra parte, se una politica è matura non può fare a meno del mondo del volontariato. Qui questi elementi ci sono entrambi" ha sottolineato ancora Curcio."Dagli elementi puntuali dobbiamo fare lo sforzo di astrarre, a livello nazionale, dei criteri che possano essere considerati generali, lasciando inevitabilmente la loro concreta attuazione al territorio, perché sappiamo che ogni realtà è diversa dalle altre. Infine, lasciatemi dire che del volontariato dobbiamo, tutti, accorgerci quotidianamente, difendendolo ai vari livelli anche quando devono essere definiti i bilanci e non solo quando ci troviamo per ringraziare del lavoro svolto questo straordinario mondo".  

13 GENNAIO

- LEGGO - NUOVA ONDATA ARTICA RISCIO NEVE A MILANO E ROMA - [Anita Sacconi] - Riscaldamenti ko, proteste negli istituti da Palermo a La Spezia Gelo per sette giorni ora è allarme scuole. Niente tregua, neve da oggi anche al Centro-Nord. Freddo nelle aule, sistemi di riscaldamento datati, caldaie che funzionano a singhiozzo. E' allarme gelo nelle scuole italiane. E le proteste di studenti e corrono dal nord al sud. L'ondata di maltempo che negli ultimi giorni ha ghiacciato il Paese rende impossibile seguire le lezioni in classi "freezer" con temperature che raggiungono a mala piena i 10 gradi. Per i più piccoli la situazione più grave. Come a Palermo, dove i bambini restano in classe con cappotti e sciarpe, coperte e scaldini realizzati dalle maestre con bottiglie di acqua calda. Un'emergenza che, assicura il presidente di Amg Giampiero Galante, dovrebbe rientrare entro l'inizio della prossima settimana. Ma è a La Spezia che scatta la protesta. In molti istituti, assicurano gli studenti, le temperature si aggirerebbero tra i 10 e i 13 gradi. E dopo due giorni di sit-in ed assemblee è già in programma per lunedì 16 gennaio una manifestazione con corteo per le vie della città, per chiedere alle istituzioni attenzione sul problema. Stessa storia nella Capitale. I licei Righi e Tasso sono da tre giorni senz'acqua, più di mille studenti, ore di lezioni saltate e genitori sul piede di guerra. Nel liceo Farnesina, invece, gli alunni hanno inviato una lettera alla sindaca Virginia Raggi chiedendo di riscaldare le aule entro lunedì, altrimenti resteranno a casa. E ancora scioperi a Recco e Rapallo, in cui gli studenti hanno protestato con assenze collettive. Niente lezioni a Messina e Latina, le scuole non riscaldate resteranno proprio chiuse.  

12 GENNAIO

- LIBERO - L`ITALIA AL GELO, SCORTE DI GAS QUASI DIMEZZATE - [Alvise Losi] - Neve al Sud e in arrivo al Centro-Nord. Allerta nelle zone terremotate. Boom di incidenti per le strade ghiacciate. Scuole chiuse. Coldiretti: prezzi degli ortaggi cresciuti del 200%. Un giorno di tregua. Solo uno. E da ieri di nuovo freddo e neve. Ma questa volta in tutta Italia, con anche le regioni settentrionali coinvolte dalla perturbazione e non solo dalle basse temperature. I fiocchi di neve hanno iniziato a scendere su Torino e, quasi impercettibili, anche su Milano. È al Sud che però continua lo stato di emergenza con nuova neve scesa anche a bassa quota e accumulatasi su quella già caduta nei giorni scorsi. Sembra la cronaca di un'Italia al contrario, con slittini e pupazzi da neve in Puglia e Sicilia e strade pulite e senza grossi problemi dovuti ghiaccio al nord. Una cronaca per fortuna non più nera, dopo i primissimi giorni di questa emergenza gelo che avevano causato otto morti, sei dei quali tra i clochard. Il clima rigido però continua a causare danni e disagi in tutto il centro-sud. A essere più colpite sono le tante aziende agricole che in questi giorni hanno visto andare in fumo tonnellate di verdure, ormai impossibili da cogliere perché ghiacciate. Non solo: le poche verdure raccolte non hanno vita facile per arrivare nei mercati o sulle tavole perché molte strade al sud sono ancora impraticabili per i mezzi pesanti. Le consegne di ortaggi dalla sola Puglia sono crollate del 70%. Tutto il meridione ha subito i danni della neve e del ghiaccio: carciofi e rape, cavolfiori e cicorie, finocchi e scarole tra le verdure più colpite. Ma anche gli agrumeti e i vigneti di uva da tavola sono stati gravemente compromessi. La Coldiretti ha calcolato che in questi primi giorni della settimana i prezzi degli ortaggi sono cresciuti in media del 200 per cento. Secondo le rilevazioni del Centro ortofrutticolo di Roma, in base a un confronto sullo stesso periodo dell'anno scorso, le bietole hanno subito un aumento del 350 per cento, gli spinaci del 225 per cento, i cavoli del 150 per cento. Numeri che in alcuni casi non sembrano giustificabili e la stessa Coldiretti denuncia come potenziale frutto di speculazioni. Intanto destano preoccupazione anche le scorte di gas, gli stoccaggi sotterranei sono pieni per il 61%, speriamo siano in grado di soddisfare il fabbisogno nazionale. L'attenzione maggiore è dedicata alla popolazione delle aree terremotate, dove oltre al gelo e alla neve, bisogna prestare grande attenzione agli animali, una delle maggiori risorse economiche della zona, a rischio assideramento dal momento che le tensostrutture per sostituire le stalle crollate durante il terremoto non sono ancora in funzione. Come denunciato alcuni giorni fa dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi proprio su Libero, meno della metà delle nuove stalle su un totale di 45 era arrivato per i ritardi della ditta cui era stato appaltato il lavoro. E a proposito di animali, lunedì sono state trovate sulla spiaggia di Montesilvano, non distante da Pescara, alcune tartarughe senza vita, anche se secondo i primi accertamenti sembra che la loro morte sia da attribuire più alla pesca accidentale che al maltempo. L'emergenza al sud riguarda anche le forniture di acqua, a causa di guasti dovuti al gelo e di difficile risoluzione proprio a causa della neve e del freddo. Grossi problemi in Abruzzo e ad Avellino, mentre un problema elettrico presso la diga sul lago di Ancipa, sui monti Nebrodi, ha lasciato la città siciliana di Enna senza acqua. Nella città, nella zona delle Madonie e dell'agrigentino alcune scuole oggi resteranno chiuse, come successo in questi giorni anche in gran parte della Puglia e della Sardegna e in città come Pescara. In molte città gli studenti hanno seguito le lezioni al freddo, per il doppio problema del clima e della ripresa della scuola dopo il lungo periodo di vacanze, durante il quale i riscaldamenti erano spenti. Ma sono stati segnalati anche molti guasti alle caldaie e alle tubazioni che sono in via di risoluzione. Gran parte della rete stradale del meridione è ancora in codice rosso, con numerosi tratti di statali chiusi per sicurezza. Anche la circolazione dei treni continua a subire ritardi e cancellazioni. Al Nord molti incidenti stradali soprattutto in Veneto a causa delle strade ghiacciate. Da venerdì nuova perturbazione artica manterrà il gelo sull'Italia almeno per 2 settimane e imbiancherà tutto il nord, dove finora i fiocchi di neve sono scesi in Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta.  

11 GENNAIO

- LA STAMPA - L`EUROPA CONGELA MENTRE E’ CALDO ESTEMO IN CINA E ALASKA - [Luca Mercalli] - L'Europa congela sotto bufere di neve mentre il caldo è estremo in Cina e Alaska. L’ondata di gelo e neve che ha colpito l'Adriatico e il Sud Italia è stata ben più intensa tra il Baltico, la Russia e i Balcani, dove peraltro l'inverno era stato finora troppo mite. Tra venerdì 6 e martedì 10 gennaio le temperature sono scese a -20 a Bucarest, -22 a Monaco di Baviera, -26 a Helsinki e Sarajevo, -30 a Mosca, valori inconsueti e sotto media di 15-20 C, ma non eccezionali. Ghiacciati il Danubio a Budapest e l'Isonzo Slovenia, paralisi dei trasporti per bufere di neve da Tallinn a Istanbul, imbiancate perfino le spiagge di Creta, bora a 130 km/h sulle coste dalmate, decine di senzatetto assiderati. Già a inizio anno era stata la tempesta atlantica Axel a far danni in Nord Europa sollevando una straordinaria onda di marea (1,7 sopra il livello marino normale) che ha inondato i quartieri bassi di Amburgo, Lubecca e Rostock (Germania). L'inverno sta mostrando i denti pure negli Usa, non solo al confine con il Canada (-35 in Minnesota) ma anche sul Golfo del Messico, con -5 a Houston (Texas), dove però il record storico è -15 C. E' bene non sovrastimare la portata del gelo, che nelle zone molto popolate fa più notizia di ondate di caldo altrettanto anomale, come quelle che stanno interessando l'Asia centro-meridionale (28 il 3 gennaio a Canton, nuovo primato) e l'Artico intorno allo Stretto di Bering (15 sopra media nell'ultima settimana). Si tratta di estremi termici opposti connessi a causa dell'eccessiva ondulazione della corrente a getto polare che risente della ridotta banchisa artica. Alluvioni hanno colpito la Thailandia, dove fino a 305 mm di pioggia sono caduti in 24 ore tra il 4 e il 5 gennaio: 21 vittime si aggiungono alle 11 registrate in dicembre. Inondazioni e 25 mila evacuati pure in Malesia per diluvi fino a 625 mm in 5 giorni, inoltre almeno 7 morti in flashfloods in Sud Africa.