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16 gennaio - LA NUOVA SARDEGNA -

 

Fraigas, l`acqua distribuita dalla Protezione civile -

 [Barbara Mastino] -

Fraigas, l'acqua distribuita dalla Protezione Civile. Accordo fra Comune e Regione per rifornire le famiglie residenti nella frazione. Si è arrivati a una soluzione, anche se provvisoria in attesa di successivi sviluppi, del problema della mancanza d'acqua nell'ex rione ferroviario di Fraigas. Nei giorni scorsi il Comune ha siglato un accordo con la Protezione Civile regionale che porterà nel quartiere per due volte alla settimana un'autobotte per fornire ai residenti (una decina di famiglia in tutto) acqua potabile. Una soluzione tampone, ma l'unica possibile in questo momento nel quale anche l'ultima possibilità per i residenti di avere a disposizione dell'acqua era quella della fornitura da parte del Consorzio di Bonifica, acqua grezza, non potabile, e che comunque ora non è più disponibile a causa della chiusura dei rubinetti che il Consorzio ha dovuto suo malgrado decretare per colpa della siccità. È una lunga vicenda, che inizia anni e anni fa con la chiusura della piccola stazione ferroviaria di Fraigas e la conseguente dismissione da parte delle Ferrovie di tutte le forniture per i residenti del quartiere. Ferrovie dello Stato ha per un po' di tempo continuato a occuparsi di tali forniture, per non lasciare le famiglie da sole, ma in seguito si è passata la palla ad Abbanoa, che ha anche stanziato dei fondi per l'allaccio idrico ma poi, a quanto pare perché non ne ha ancora ufficialmente la competenza non ha provveduto ai lavori e quindi alla fornitura. Un problema del quale nel 2013, dopo diverse richieste di intervento e proteste anche vibranti del sindaco Leonardo Ladu, il Comune si è preso carico stringendo un accordo con il Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna per fornire ai residenti di Fraigas almeno l'acqua grezza (quale è quella utilizzata per l'irrigazione e, almeno, per le pulizie). Tra chi si è dotato di filtri e depuratori e chi ha sopperito alla mancanza di acqua non potabile utilizzando quella delle bottiglie o delle fonti naturali, il problema era stato almeno tamponato, ma ecco che la crisi idrica, che come detto ha costretto il Consorzio a chiudere i rubinetti della rete irrigua, ha fatto si che dai rubinetti delle case di Fraigas iniziasse a non scendere nemmeno un goccio d'acqua ancorché grezza. La presenza dell'autobotte due volte alla settimana, con acqua pura potabile, permetterà di mettere una pezza alla situazione, ma è chiaro che il problema è tutt'altro che risolto e che renderà necessario un

definitivo accordo tra i soggetti che ancora non hanno risolto il conflitto di competenze per capire chi deve occuparsi dell'approvvigionamento di un quartiere che, sebbene molto piccolo, ospita diverse famiglie nelle quali sono presenti anche anziani e bambini.

 

29 novembre - LA NUOVA SARDEGNA -

 

Bombe ecologiche tra i pini secolari di Arenosu e Mugoni

[Gian Mario Sias]

Dopo 2 anni l'ex campo nomadi resta una discarica abusiva E Santigori è ancora pieno di rottami anneriti dall'incendio.  Le oasi naturali della Riviera del corallo sono un disastro. Eventi dolosi e scelte politiche non conseguenti tra loro hanno trasformato la pineta dell'Arenosu, a Fertilia; e la pineta Mugoni, a Porto Conte, in bombe ecologiche. La chiusura del campo nomadi e l'incendio del camping Sant'Igori risalgono all'anno scorso, ma le emergenze sono finite nel dimenticatoio. Nel gennaio del 2015, quando i rom abbandonarono il campo dell'Arenosu, fu festa per tutti. Fu il primo risultato concreto dell'amministrazione di Mario Bruno, che si era insediata da sei mesi. Al netto dei risvolti sociali della vicenda e dell'effettivo progresso del cammino di integrazione che sarebbe dovuto scaturirne, resta il fatto che la bonifica della pineta non è stata eseguita. Tra annunci, proclami, impegni e stanziamenti che vanno su e giù per la 131 ma che non incrociano lo svincolo per Fertilia, sono passati quasi due anni e l'Arenosu è ancora una bomba. Cupe vampe hanno illuminato il cielo di Fertilia almeno due volte negli ultimi dodici mesi, ma neanche le fiamme e i danni ambientali sono bastati per risolvere il problema. Dovevano essere 500mila euro, poi di meno, poi il doppio. L'ultima notizia è che da Cagliari stiano per arrivare 1 milione e mezzo di euro. Sono previsti dal Patto per la Sardegna che il presidente Pigliaru, lo scorso luglio ha firmato a Sassari con il premier Matteo Renzi. Solo che il patto non è sbloccato e l'Arenosu, su cui i comunicati stampa, i progetti e gli impegni si sono sprecati, resta una discarica abusiva. Sistemata proprio nel cuore di un gioiello naturalistico che potrebbe far svoltare l'economia turistica di Fertilia, e non solo. Risale invece al settembre del 2015 il devastante incendio che rase al suolo oltre dieci ettari della prestigiosa pineta che punta a Tramariglio e Capo Caccia. Una task force numerosissima, all'indomani del rogo di sicura origine dolosa, che scaturì da un innesco sistemato all'ingresso di uno dei due campeggi sotto sequestro, assicurò che si sarebbe fatto molto in fretta, per ché non ci si poteva permettere di non intervenire prima dell'arrivo delle piogge. Invece è finita quell'estate, è arrivato l'autunno, poi inverno, primavera, estate e un nuovo autunno, che passerà tra meno di un mese. Al momento del rogo, nella pineta si trovavano un numero spaventoso ma non definito di bombole di gpl per uso domestico, che dovrebbero essere state rimosse. Ma c'erano anche 250 roulotte e i rottami di auto, barche, bici e i materiali rimasti.

 

21 novembre - L’UNIONE SARDA -

 

Tromba d`aria e danni: sopralluogo della Regione

[Alessia Orbana]

Tromba d'aria e danni, sopralluogo della Regione. II cimitero sarà di nuovo agibile entro la settimana

prossima dopo la tromba d'aria . ha provocato danni superiori ai 230 mila euro. Ieri sono iniziati i lavori per il taglio degli alberi e sempre ieri c'è stato il sopralluogo di Regione e Protezione civile. Presenti il presidente

della commissione regionale Ambiente Antonio Solinas, il direttore regionale della Protezione civile Graziano Nudda e dei funzionari dell'Assessorato regionale all'Ambiente. Nei prossimi giorni a Boroneddu arriverà un tecnico della Protezione civile. A quest'ultima il Comune dovrà intatti inoltrare la richiesta per le somme destinate agli interventi urgenti di messa in sicurezza, denaro che il Comune sta anticipando. Per gli altri danni si dovrà fare richiesta all'assessorato ai Lavori pubblici. Attendiamo che vengano subito liquidate le spese che stiamo anticipando, dice il sindaco Fabrizio Miscali.

08 novembre - La Nuova Sardegna

 Nubifragio, incidente a Macomer
[Francesco Oggianu]
L'ondata di maltempo ieri porta temporali a Nuoro e in Barbagia, dove non sono registrati particolari disagi. A Macomer, sotto la pioggia della mattinata, un'auto finisce fuori strada e si ribalta in cunetta. Per fortuna senza gravi conseguenze per la ventriquattrenne di Dualchi al volante. Forse a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia, la Fiat Punto, condotta da A.S., è uscita fuori strada. La donna, immediatamente soccorsa dal 118, dai vigili del fuoco di Macomer e dai carabinieri del gruppo radiomobile, è stata accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale di Nuoro. Ha riportato varie contusioni e ferite non gravi. L'incidente si è verificato ieri mattina subito dopo le 8, in prossimità di una curva all'altezza dell'inceneritore dei rifiuti nell'area industriale di Tossilo, lungo la vecchia 131 che collega Macomer con 131 e con Borore. In Ogliastra poca pioggia e tanto vento. I danni sono stati contenuti e le emergenze limitate. I vigili del fuoco di Lanusei sono intervenuti ieri mattina in viale Europa, vicino al santuario cittadino della Madonna d'Ogliastra. Le raffiche di scirocco hanno abbattuto un albero d'alto fusto che ha danneggiato alcuni lampioni dell'illuminazione pubblica. Nel pomeriggio una violenta grandinata si è abbattuta sullo stadio Lixius prima della gara di calcio Lanusei-Arzachena.

26 ottobre - Il Giornale di Catania -

La nuova " fotografia " della Sicilia mappa per il rischio ambientale
 [Redazione]
La nuova "fotografia" della Sicilia, la mappa per il rischio ambientale. Presentata la carta geologica strumento chiave per capire il territorio "La Carta geologica rappresenta il coronamento di un'attività di ricerca avviata nel 2000, condotta principalmente sul campo e conclusa nel 2014 grazie alla sinergia e ai finanziamenti dell'Università di Catania, Ispra e Ingv-Catania". Così la prof. Serafina Carbone del dipartimento Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell'Ateneo di Catania ha aperto nei giorni scorsi, la cerimonia di presentazione della Carta geologica della Sicilia a scala 1:250.000 e delle Memorie Descrittive della Carta Geologica d'Italia, volume XCV: "Geologia della Sicilia". Un lavoro importante condotto dai nostri ricercatori che consente di alimentare il sapere e le conoscenze del territorio siciliano utile per le future generazioni e soprattutto per chi opera nel campi della protezione e tutela della nostra terra,  ha spiegato il rettore Giacomo Pignataro, la carta rappresenta un patrimonio da divulgare alla comunità scientifica, agli studenti e a tutti coloro interessati a questo campo della ricerca e a chi deve prendere decisioni in questo settore. La nuova carta mostra notevoli differenze rispetto alla precedente sia per la concezione con cui è nata, da autoctonistica a faldistica, sia per la metodologia con cui è stata elaborata, ha aggiunto la prof. Carbone, evidenziando le notevoli modifiche dei corpi litologici che costituiscono le catene montuose subite del territorio siciliano emerse dagli studi effettuati. Sulla stessa linea il prof. Lentini, il quale ha evidenziato i notevoli cambiamenti del nostro territorio dall'800 ad oggi e l'importanza del lavoro di ricerca multidisciplinare frutto anche delle nuove tecnologie a disposizione come le foto aree, i droni e nuovi software. Un lavoro che comunque non si ferma qui, hanno anticipato il direttore dell'Ingv Catania Eugenio Privitera e l'ex presidente dell'Ingv Stefano Cresta, grazie ai nostri ricercatori e all'Università continueremo a sviluppare la carta, soprattutto nelle attività di monitoraggio e di ricerca del sistema siculo-calabrese grazie ai 440 sensori sparsi sui territori e all'attività di sorveglianza h24 utile sia per migliorare la comprensione dei fenomeni vulcanici e sismici, sia per le azioni di Protezione civile. La sinergia tra gli enti è di fondamentale importanza per far crescere Catania come polo scientifico e di ricerca. Soddisfazione è stata espressa dal dirigente generale del dipartimento di Protezione Civile della Regione Siciliana Calogero Foti che ha evidenziato come proprio la Protezione Civile sarà il principale fruitore di quest'attività di ricerca incentrata sui processi geomorfologici e geodinamici fondamentali per il nostro lavoro. La scala 1:250.000 della Carta geologica, infatti, consente di rappresentare i dati su un unico foglio e allo stesso tempo di riprodurre un dettaglio relativamente soddisfacente per un documento di insieme, base indispensabile per la valutazione dei rischi ambientali e in particolare dei rischi geologici. Å una fotografia dello stato attuale del sistema vulcanico siciliano, un lavoro di sintesi, da cui si evince la presenza di due vulcani con attività persistente come l'Etna e Sfromboli e vulcani quiescenti come Lipari e Vulcano, Pantelleria e l'Isola Ferdinandea nel Canale di Sicilia la cui ultima eruzione risale al lontano 1831 ha aggiunto Stefano Branca, I ricercatore Ingv-Osservatorio etneo di Catania, intervenuto, tra gli altri, con il direttore del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali Carmelo Monaco.
 

13 ottobre - ADSkronos -

 

Cagliari, elicottero cade sulla Statale e colpisce auto: grave il pilota

[Redazione]

Drammatico incidente poco prima di mezzogiorno stamani sulla strada statale 387del Gerrei, in provincia di Cagliari, dove è caduto un elicottero che ha colpito un auto in transito vicino al bivio per Dolianova, a 10 chilometri da Cagliari. Giorgio Anecronti, 66enni di Soleminis, era al comando del biposto quando,durante l’atterraggio in un suo terreno, ha perso il controllo ed è precipitato al suolo, riuscendo però a controllare il rotore e roteare al suolo, sulla strada, evitando lo schianto. La manovra però non gli ha impedito di urtare un auto in transito, una Renaut Scenic condotta da Roberto Simbula di Soleminis che rientrava a casa con moglie e figlio di fronte ad una abitazione di campagna, causando lievi danni al paraurti anteriore. Immediatamente i passeggeri dell’auto colpita hanno chiamato il 112 ed è scattata la procedura di emergenza. Sul posto sono arrivate pattuglie dei carabinieri della Radiomobile, della Polizia Stradale, della Guardia di Finanza e i vigili del fuoco. L’ aeromobile non si è incendiato ma il pilota è grave, è stato portato in codice rosso all'ospedale Brotzu. E in terapia intensiva in prognosi riservata. La Procura ha aperto un indagine.

  

07 ottobre - PALERMODAY.IT -
 
Immigrazione, al porto una nave con 1.019 profughi, anche una neonata
[Nadia Palazzolo]
La piccola ha visto la luce sull'imbarcazione Bourbon Argos di Medici senza frontiere proprio mentre faceva rotta verso il capoluogo siciliano. Al molo le forze dell'ordine, la protezione civile, l'Asp e la croce rossa. Sono in corso da stamani, al porto, le operazioni di sbarco della nave Bourbon Argos di Medici senza frontiere con a bordo 1.019 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia ieri. Sulla banchina, il personale dell’Asp, il 118, la Croce rossa e le forze dell’ordine. Il coordinamento delle operazioni è affidato alla prefettura. Sono presenti anche agenti di polizia e finanzieri del Gico che hanno avviato le indagini per identificare eventuali scafisti. Tra i primi profughi sbarcati una donna, che ha dato alla luce sua figlia proprio sulla nave dell'associazione umanitaria. "La piccola spiega Simona Fusco, medico di Msf, è nata a bordo ieri pomeriggio. All'inizio abbiamo temuto il peggio, ma tutto è andato bene. E' nata mentre eravamo in navigazione. La bimba sta bene e la mamma altrettanto. Non so cosa sarebbe successo se avesse partorito sul barcone". "I migranti, aggiunge Fusco, non presentano patologie particolari. Lamentano tutti problemi di disidratazione, dolori articolari diffusi. Malesseri legati alle condizioni in cui hanno viaggiato".

 28 settembre - SICILIAINFORMAZIONI -  

In Sicilia presidi per rischio nucleare biologico chimico e radiologico
[Redazione]
Una risposta immediata alle maxiemergenze regionali e nazionali. Questo l’obiettivo del progetto Life Support Emergency Management messo a punto dalla Regione siciliana e dagli Ordini dei medici. Sarà presentato alla stampa, alla presenza dei presidenti Omceo della Sicilia, guidati da Toti Amato, presidente dell’Ordine dei medici del capoluogo. Alla conferenza stampa interverranno, oltre al presidente Amato, assessore regionale della Salute Baldo Gucciardi, il sottosegretario al Miur Davide Faraone, il vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana Giuseppe Lupo, il dirigente generale della Protezione Civile Calogero Foti e il segretario regionale della Fimmg-Sicilia, Luigi Galvano. Si tratta di un nuovo modello organizzativo spiega il presidente Toti Amato nato da un alleanza istituzionale con l’Assessorato regionale della Salute, ma è aperto a tutte le organizzazioni in grado di fornire idee e strumenti di analisi utili a potenziare la macchina della prima assistenza in situazioni di maxiemergenza in Sicilia e in tutta Italia. Anche perché la disponibilità di risorse umane ed economiche, inevitabilmente, risulterà sempre insufficiente rispetto ai bisogni causati da una situazione drammatica. A Villa Magnisi saranno allestite due strutture sanitarie campali. Gli ospiti avranno la possibilità di conoscere direttamente un Posto Medico Avanzato di I° livello (PMA) e una struttura di decontaminazione NBCR (rischio nucleare biologico chimico e radiologico) che conterrà tutti quei dispositivi di sicurezza necessari alla vestizione e alla decontaminazione durante l’intervento. All‘incontro parteciperanno i dirigenti della Regione siciliana, Gaetano Chiaro, dirigente generale dell’Assessorato della Salute e Sebastiano Lio, dirigente del servizio 6-Emergenza-Urgenza sanitaria per le isole minori edaree in Sicilia, Ignazio Tozzo, direttore generale del dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (DASOE) e Lorenzo Maniaci, dirigente responsabile del Servizio Formazione e Comunicazione. Sono previsti gli interventi anche di Calogero Alaimo, coordinatore della centrale operativa del Sues 118 Cl-En-Ag, Giuseppe Disclafani, coordinatore della Commissione Maxiemergenze Omceo-Palermo; Fabio Genco responsabile medico della centrale operativa Sues 118-Palermo; Giuseppe Misuraca, responsabile medico della centrale operativa Sues 118 Cl-En-Ag; Michele Zagra, direttore del Dipartimento Emergenza Accettazione dell’ Ospedale Buccheri.
 
22 settembre - QUOTIDIANO DI SICILIA -
 
L`Ance mobilita i propri membri
[Redazione]
L'Ance mobilita i propri membri, architetti, costruttori ed ingegneri determinati a portare avanti una serie di azioni concrete ed operative che possano consentire studi, monitoraggi ed interventi preventivi sul versante della mitigazione del rischio sismico per gli edifici, strutture ed infrastrutture sia pubbliche che private. L'evento sismico che ha colpito le popolazioni dell'Italia centrale che ha causato la morte di 297 persone non può e non deve essere trattato come, purtroppo, è avvenuto per i passati disastri del 2012 in Emilia, del 2009 in Abruzzo o del 2002 in Molise ! Occorre passare dalla gestione delle emergenze alla programmazione di interventi ed azioni concrete di messa in sicurezza del nostro patrimonio edilizio, sia civile che industriale, dei nostri beni architettonici e monumentali, delle nostre infrastrutture. Si terrà un incontro, nuovamente, nei prossimi giorni per stilare un calendario di incontri con i Sindaci, i responsabili della Protezione Civile comunali e con il Dirigente della Protezione Civile provinciale per la raccolta dei dati e per elaborare una strategia comune di interventi e rivendicazioni.
 
19 settembre - LA NUOVA SARDEGNA -
 
Un`estate di fuoco in tutta l`isola
[C.z.]
In fumo migliaia di ettari. Gli incendi più estesi nel Marginine e nel Guilcer. Tra le zone attraversate dai roghi che hanno riscaldato l'estate ce ne sono alcune che potevano essere controllate dagli occhi del sistema di telerilevamento regionale, se l'apparato fosse stato in funzione, sarebbe potuto accadere a Santa Margherita di Pula, 150 ettari di macchia mediterranea andati in fumo e 400 persone evacuate, ma anche a Vìllagrande
Strisaui e nei pressi di Nuoro. Il senno del poi non può certo spegnere gli incendi, soprattutto quando le fiamme hanno già violentato il territorio, ma pensare che la conta dei danni potesse essere più lieve è un esercizio che non costa nulla e che non provoca alcun danno. Anche perché, l'estate del 2016 non è stata quella con il bilancio più grave. Ottomila ettari (secondo la Regione) o diecimila (secondo i Riformatori sardi) sono comunque un conto pesantissimo che non è diventato drammatico solo grazie all'intervento sul campo delle squadre del Corpo forestale e ai voli radenti e precisi dei piloti della Protezione Civile a bordo dei Canadair e degli elicotteri antincendio. La Sardegna ha pagato un tributo pesantissimo. L'incendio più pericoloso è quello che ha sfiorato il centro abitato di Sedilo dopo aver devastato il Marghine, dove all'inizio di luglio erano andati in fumo cinquemila ettari di campagna e di pascoli. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze anche sull'economia del territorio se non fosse stato per la gara di solidarietà organizzata dagli agricoltori di tutta la Sardegna che avevano recapitato a Sedilo quintali di balle di foraggio, in modo che i colleghi colpiti dagli incendi potessero sfamare i loro allevamenti. Anche in Planargia, pochi giorni fa, le fiamme hanno consumato una robusta fetta di territorio. Ma le notizie di roghi pericolosi sono arrivate anche dai luoghi delle vacanze con fiamme a ridosso della spiaggia di Platamona, durante una domenica infernale, o quelle che hanno lasciato su una spiaggia dell'Arcipelago di La Maddalena decine di turisti spaventati dalle fiamme che minacciavano la spiaggia, poi recuperati dai gommoni della Guardia Costiera.

 15 settembre - LA SICILIA  CT -

 Rischi costieri: uno strumento per quantificare costi e benefici
[Redazione]
Progetto europeo ECOSHAZ. Uno strumento utile per quantificare i costi e i benefìci dei progetti e delle misure di prevenzione e gestione dei rischi costieri derivanti da sversamento di idrocarburi e da eventi idrometeorologici come inondazioni, erosione del litorale, mareggiate, innalzamento del livello del mare realizzati dagli enti pubblici. A realizzarlo entro dicembre sarà il partenariato del progetto europeo "ECOSHAZ”. Misure economiche di prevenzione per affrontare i pericoli costieri" finanziato dalla Commissione Europea - Direzione generale per gli aiuti umanitari e protezione civile. Ieri, a Palazzo Sangiuliano, si è aperto il 6 meeting del progetto aperto dal prof. Giovanni Signorello, direttore del centro di ricerca Cutgana dell'Università di Catania, alla presenza dei rappresentanti del partenariato costituito, oltre che dal centro di ricerca etneo, anche dalla società greca Sigma Consultants Ltd (leader partner), all'University Pablode Olavide (Spagna), dal Flood Ha2ard Research Center, Middlesex University (Gran Bretagna), dal Maritime Institute in Gdansk (Polonia), dal Department of Economics Theory at University of Santiago de Compostela (Spagna). "Ecoshaz, ha spiegato il prof. Signorello, nasce dall'esigenza di promuovere, su scala europea, l'applicazione dell'analisi costi-benefici alle misure di mitigazione e prevenzione dei rischi costieri per indirizzare il decisore pubblico verso le soluzioni economicamente più efficienti e in grado di massimizzare il benessere sociale delle comunità locali.
 
12 settembre - LA NUOVA SARDEGNA -
 
La Regione lavora per evitare la grande sete
[Redazione]
La Regione lavora per evitare la grande setE. L'assessore Maninchedda: i progetti per migliorare la rete sono già pronti, aspettiamo le risorse. Un vertice per misurare la sete dell'isola. L'assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda nei giorni scorsi ha convocato una riunione a cui hanno partecipato l'Autorità di bacino, i vertici di Abbanoa gli assessori Donatella Spano, Elisabetta Falchi e Maria Grazia Piras, i vertici dell'Enas e della Protezione Civile. Il vertice è servito per fare il punto delle riserve idriche e a individuare le aree in maggiore sofferenza. Le scorte sono quelle del 2004. A essere in maggiore difficoltà sono il bacino del Posada e la zona di Sassari. Il direttore del Distretto idrografico ha illustrato la situazione dei bacini e quella delle emergenze idriche generate nei paesi alimentati da pozzi o serviti da reti inadeguate. In generale si sta in una soglia di allerta. Le difficoltà nascono, e sono già molto serie, nei comuni che si alimentano da pozzi e nei centri che non sono connessi con invasi ancora capienti. Il resoconto lo da l'assessore Maninchedda nel suo blog. La situazione del Posada è complicata, rispetto al quadro comunque di assenza di precipitazioni, dalle verifiche da me richieste sulla tenuta statica della diga, scrive. Le perizie sono in corso come è in corso una stretta vigilanza dell'Enas rispetto alle scelte da fare per la sicurezza delle popolazioni e, secondariamente, per l'approvvigionamento idrico nell'imminenza della stagione delle piogge. Sul bacino del Liscia il Consorzio di Bonifica della Gallura ha da tempo fatto alcune proposte di medio periodo che l'assessorato ai Lavori Pubblici ha sottoposto alla valutazione del Distretto idrografico per poi proporre quelle ritenute tecnicamente valide a contrastare l'emergenza nel breve e a migliorare l'approvvigionamento nel medio periodo, alla Giunta regionale per il finanziamento. Per Sassari il cuore del sistema è nell'aumento di funzionalità di Truncu Reale e alla possibilità di approvvigionarsi dal Coghinas. La giunta ha chiesto al Distretto, ad Abbanoa e a Enas di elaborare amministrativamente le soluzioni tecniche per calcolare l'importo degli interventi. Tra gli scenari, si è scelto anche di far valutare l'alimentazione da fonti montane oggi non ancora utilizzate. Le soluzioni sono tecniche. La responsabilità del reperimento delle risorse è politica. Il 19° distretto illustrerà le proposte e si cercheranno le risorse. Poi si andrà in Giunta con un programma politicamente condiviso.
  
 
 
8 settembre - L’UNIONE SARDA -
 
C`è radioattività nella zona industriale: Radioattività, la grande paura
 [Giovanna Falchetto]
I vigili del fuoco setacciano palmo a palmo tutta l'area. C'è radioattività nella zona industriale. C'è
radioattività nell'area industriale di Arbatax. L'hanno riscontrata i tecnici della S.E. Trand, un'azienda di smaltimento di rifiuti pericolosi che ha prelevato materiali in ferro dalla Saipem e li ha stoccati nella sua sede di Settimo San Pietro. I nuclei specializzati Nbcr dei vigili del fuoco di Sassari e Nuoro ieri hanno controllato palmo a palmo l'area industriale e in serata è arrivato un verdetto rassicurante: non sono state per ora riscontrate presenze radioattive fuori norma. Del caso, segnalato alla Procura, si occupano anche i carabinieri del Noe, l'Arpas e la Prefettura, informati dai vertici della S. E. Trand. Anche i sindacati in campo: Eravamo all'oscuro di tutto. Per sei ore gli specialisti dei Vigili del Fuoco hanno setacciato lo stabilimento. Radioattività, la grande paura. Sos e controlli nel cantiere Saipem: i valori sono nella norma. L'allarme radioattività scatta alle 10.30 di ieri. Sei mezzi dei Vigili del fuoco provenienti da Nuoro e da Sassari invadono il parcheggio dello stabilimento Saipem di Arbatax. Quindici uomini del nucleo regionale Nbcr indossano tute, maschere, guanti e caschi speciali. Un'ora dopo s'infilano nello stabilimento. Cercano materiali nocivi nella maxi superficie che ospita il cantiere in cui la multinazionale costruisce piattaforme per l'estrazione del petrolio. Hanno ricevuto l'ordine di servizio dalla prefettura di Nuoro dopo che la S. E. Trand di Settimo San Pietro, specializzata nel trattamento di rifiuti speciali, ha comunicato i risultati dei controlli sugli scarti di lavorazione prelevati dall'azienda metalmeccanica. Le operazioni si concludono dopo sei ore: con un verdetto rassicurante. Tutte le verifiche effettuate hanno rilevato livelli di fondo naturale radioattivo nella norma. Al termine di una giornata vissuta con il fiato sospeso, dipendenti e comunità tirano un sospiro di sollievo. Il sospetto di radioattività emerge quando la società di Settimo San Pietro effettua i controlli sugli scarti di lavorazione prelevati nel sito di via Lungomare. Scatta l'allarme. Il piano d'emergenza viene attivato di conseguenza. E d'obbligo scongiurare ogni dubbio, valutare il grado di radioattività e stabilire se l'Infermare, 140 dipendenti diretti e oltre 200 dell'indotto metalmeccanico, è fonte di radioattività. Prima dei controlli effettuati da S. E. Trand, nel cantiere Saipem, dotato di impianti di sicurezza modernissimi e personale specializzato, non era emersa alcuna anomalia. Le squadre specializzate dei vigili del fuoco dei comandi di Nuoro e di Sassari si ritrovano davanti ai cancelli d'ingresso dello stabilimento. Viene allestito un posto di comando avanzato coordinato da Angelo Ambrosio,ingegnere dei vigili del fuoco, che assume la direzione tecnica dell'intervento. Entrano in cantiere e in modo minuzioso effettuano tutti i controlli per capire l'origine del fenomeno. Passano al setaccio anche attrezzature e materiali utilizzati per le lavorazioni tramite analisi spettrometriche campali che verranno ripetute anche in laboratorio. Nel corso delle operazioni i vigili del fuoco ricevono supporto dai responsabili di Saipem, i quali offrono massima disponibilità. Nel frattempo, sul piazzale esterno arriva anche una pattuglia di carabinieri della stazione di Tortolì. Lo prevede il protocollo in questo stato d'allarme. La S. E. Trand ha effettuato i controlli sugli scarti ferrosi dell'azienda ogiiastrina attraverso un potente software in grado di rilevare anche le minime anomalie. E i valori di radioattività emersi alla Saipem sarebbero talmente bassi da non celare danni e conseguenze sui dipendenti o sulla popolazione che vive nel territorio. I rischi risulterebbero dunque scongiurati. A confermare questa tesi sono gli esami eseguiti dal corpo speciale dei vigili del fuoco che, dopo aver perlustrato l'intera superficie dello stabilimento, hanno confermato che i valori di radioattività non si discostano da quelli del fondo naturale. Il segretario Cisl Ogiiastra Poppino Fauni avrebbe gradito di ricevere l'anticipazione della notizia dall'azienda e non essere informato da L'Unione Sarda. Siamo contenti che non siano state trovate tracce di radioattività nel cantiere perché sarebbe stato un colpo durissimo per il territorio. Noi tuteliamo i lavoratori ma la salute è prioritaria.

   

5 settembre - CITTA DI CATANIA -
 
 
Incendi a Linguaglossa sui Monti Rossi.
[Nunzio Leone]
Incendi a Linguaglossa sui Monti Rossi. Domenica di grande impegno, quella di ieri, per vigili del fuoco e forestali, impegnati su più fronti per l'intera giornata. L'incendio più vasto, quello che si è sviluppato nella tarda mattinata in una zona boscosa e impervia sopra Linguaglossa. Per avere ragione delle fiamme è stato necessario l'intervento di un aereo che ha effettuato trentuno lanci. Un altro rogo ha distrutto una parte di pineta sui Monti Rossi. Le fiamme, inoltre, non hanno risparmiato le aiuole spartitraffico dell'A 18 Ct-Me causando rallentamenti soprattutto all'altezza di San Gregorio. Forestale e vigili del fuoco sono intervenuti anche a Gravina e Ragalna Roghi nei boschi di Linguaglossa sui Monti Rossi e lungo la Ct-Me. Un incendio, che si è protratto per diverse ore ha devastato Monte Timpa, in territorio di Linguaglossa. Le fiamme sono state segnalate dagli automobilisti in transito,poco dopo le 13.30, al centralino della Forestale di Catania. Le operazioni di spegnimento agli agenti della Forestale si presentavano subito difficili, anche per la zona impervia difficile da raggiungere via terra. E' stato quindi impiegato un aereo che, per domare le fiamme, ha effettuato ben 31 lanci d'acqua. L'intervento della forestale, ha arginato le fiamme, evitando che si estendessero nelle zone demaniali più in alto. In totale hanno preso fuoco circa 6 ettari di superficie, con presenza di roverella e amperodesma. Le fiamme, alimentate dal vento che soffiava, sono state domate dopo ben cinque ore di lavoro. Difficile la circolazione stradale, nella zona, a causa della vasta nube di fumo che ha ostacolato la visibilità. A Ragalna, in un terreno privato nei pressi della sede stradale, circa mille mq di terreno sono stati avvolti dalle fiamme, che hanno distrutto alberi da frutto e sterpaglie. A notare il rogo gli stessi automobilisti in transito, che hanno lanciato l'allarme al 115. Sul posto è giunta una squadra di vigili del foco, che hanno spento le fiamme, evitando che si propagassero ulteriormente. A Gravina, invece, in via Etnea, un incendio di sterpaglie e arbusti ha minacciato alcune abitazioni. Sul posto per le operazioni di spegnimento, è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco, che ha spento il rogo, limitando i danni. Lungo l'A 18 Catania Messina in territorio di S. Gregorio, i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme che si sono sviluppate nelle aiuole spartitraffico. A Motta Sant'Anastasia, in zona Policara, le fiamme hanno minacciato una casa rurale: risolutivo l'intervento del 115. A Nicolosi, infine, in contrada Monti Rossi, hanno preso fuoco circa mille mq di terreno con presenza di pini, sterpaglie e rovi. L'incendio è stato spento dai vigili del fuoco dopo diverse ore di intenso lavoro. Grande spiegamento di forze per avere ragione delle fiamme. Nella notte tra sabato e domenica una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Acireale è intervenuta ad Aci Catena, per spegnere le fiamme che hanno interessato due cassonetti dei rifiuti, in due vie diverse. Il primo intervento è avvenuto in via Vittorio Emanuele, l'altro via Aldo Moro. Entrambi i roghi sarebbero di origine dolosa.
 


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