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16 gennaio - IL MATTINO -

 

Ex ospedale: la struttura dismessa preda dei vandali -

[Giuseppe Piscitelli] -

C'era una volta l'ospedale San Giovanni di Dio di Sant'Agata, annesso alla chiesa dell'Annunziata. Il vecchio nosocomio santagatese risulta una struttura dismessa dal marzo 2010, da quando fu inaugurata la nuova sede ospedaliera del Sant'Alfonso de' Liguori e resta l'emblema di una plurisecolare tradizione, risalente al 1229, quando i Cavalieri ospedalieri, reduci dalla Crociata in Terra Santa, lo fondarono, per accogliere e curare i feria, affidandolo ai frati Gerosolimetani. In seguito fu ampliato nel 1237 per assistere i poveri e gli infermi soltanto santagatesi e dotato dall'Università della città di possedimenti appartenenti alla suddetta chiesa. Nel 1591 dalla duchessa Cornelia Pignatelli fu affidato ai Fatebenefratelli e così prese il nome di San Giovanni di Dio. Nel 1879 con decreto del Re Umberto I ne fu approvato lo statuto organico, redatto dalla giunta municipale presieduta da Pietro Rainone. Divenne poi pro-prietà dell'Eca (Ente comunale assistenza), nel 1988 (sindaco Arturo Mongillo) usufruì di finanziamenti comunali per il post sisma del 1980, dal 1978 fu presidio ospedaliere dell'Usi 6 Valle Caudina. L'ex generai manager dell'Asl Bn Pietro Farina ne aveva

ipotizzato il cambio di destinazione d'uso in residenza sanitaria per anziani. Ma non è stato così. Quattro anni fa l'Asl Bn accolse una richiesta del sindaco Carmine Valentino al fine di avere in disponibilità parte dei locali appartenenti alla struttura, per le emergenze-esigenze legate alla costituzione del servizio comunale di Protezione Civile, nonché alle attività di associazioni di volontariato e che operano anche nel campo socio-assistenziale. Dopo l'assenso, l'Asl Bn si è volatilizzata, non vi è stato alcun altro riscontro, malgrado le sollecitazioni del primo cittadino. Nell'attesa della stipula della concessione in comodato d'uso sono state reperite altre sedi per esse, mentre il vecchio nosocomio è stato oggetto di quotidiane azioni di vandalizzazione e di tra fugamento di tutto ciò che poteva servire. Di recente Valentino ha risollecitato il direttore generale Franldin Picker ad intervenire al più presto per risolvere alcune criticità. La struttura, scrive, è in un preoccupante stato di degrado e fatiscenza strutturale ed ambientale, necessita di intervento per la pubblica e privata incolumità e di pulizia e bonifica essendo diventata luogo di abbandono incontrollato di rifiuti di ogni genere. Lo stato di abbandono allarma non poco la comunità, atteso che la mancata sorveglianza ne fa luogo di cattive frequentazioni e di alloggio di fortuna per avventori non controllati ne controllabili.

30 novembre - IL MATTINO

 

Terremoto Irpinia, ricostruzione infinita

[Redazione]

36 anni fa un violento terremoto sconvolse l'Irpinia e parte della Basilicata. Oggi, a 36 anni di distanza, la ricostruzione non è ancora terminata, solo di recente, infatti, la regione Campania ha ottenuti lo sblocco del 50% delle risorse stanziate nel 2008 ma mai rese disponibili ai comuni irpini. Sono trascorsi esattamente trentasei anni dal terremoto di magnitudo 6.9 che alle 19.34 di domenica 23 novembre 1980, per novanta secondi, fece tremare violentemente una vasta area compresa tra l'Alta Irpinia (epicentro Conza della Campania - AV) e la Basilicata: 2.914 le vittime, quasi 9 mila i feriti, 18 comuni rasi al suolo, 99 devastati, 300 mila le persone rimaste senza casa. Trentasei anni, ma, incredibilmente, la ricostruzione nelle zone colpite non è ancora finita, ufficialmente mancano all'appello 250 milioni di euro di risorse nazionali, stanziate nel 2008 ma mai rese disponibili ai comuni irpini, destinate a opere da completare e a saldare lavori eseguiti da imprese private che risalgono anche ad alcuni decenni fa. E di recente grazie a al lavoro di un comitato regionale composto da esperti e sindaci del "cratere", la Regione Campania ha finalmente ottenuto lo sblocco del 50% delle risorse. I costi ufficiali della ricostruzione, e del processo di industrializzazione che ha riguardato tre regioni, (Campania, Basilicata e Puglia), sono quelli contabilizzati, più o meno definitivamente nel 2011 dalla Camera dei Deputati e, nel 2012, dalla commissione insediata presso il Ministero delle Infrastrutture, 29 miliardi di euro, meno della meta' dei quali destinati al territorio piu' colpito della provincia di Avellino. La stessa commissione ha infatti certificato che a fronte dei 14 mila miliardi di vecchie lire assegnati all'Irpinia per la ricostruzione delle abitazioni, altrettanti vennero assegnati per realizzare il piano di edilizia residenziale a Napoli. Una ricostruzione resa ancora più costosa dall'allargamento dell'area del terremoto da 280 a 687 comuni di Campania, Puglia e Basilicata.Un altro capitolo è quello della industrializzazione delle zone terremotate, il piano della cosiddetta "industria in montagna", da realizzare in nove aree industriali, che a pieno regime avrebbe dovuto creare in Irpinia tra i 10 e i 15 mila posti di lavoro, è stato caratterizzato da chiusure e fallimenti delle imprese, quasi tutte del Nord Italia che, come ha accertato la magistratura, erano interessate soprattutto a incassare i finanziamenti previsti dall'articolo 32 della legge 219, proponendo tentativi industriali già fuori mercato. Attualmente sono poco meno di 3.500 gli addetti impiegati nelle aree del "cratere" irpino, ma non mancano certo riferimenti produttivi di eccellenza, come la Zuegg, la Ferrero e, nel settore aerospaziale, la Ema di Morra De Sanctis. (fonte: Ansa) Dopo 36 anni ferite ancora aperte e procedure ancora da completare, la tragedia immane del terremoto dell'80 ci fa ricordare il dolore e non dimenticare i nostri obiettivi. Abbiamo il dovere di essere sempre pronti, responsabilmente. Piani antisismici innanzitutto. Siamo al lavoro per rendere il fascicolo del fabbricato obbligatorio per gli edifici pubblici e nuova edilizia.

 

 

21 novembre - OTTOPAGINE -

 

"Ci ha svegliato quel boato terribile" … nelle zone dove la scossa è stata maggiormente avvertita, queste sono le uniche parole ripetute dalla gente. Mattinata all’insegna della paura ad Ariano Irpino tanto da spingere decine di studenti a recarsi in Piazza, sotto il Municipio, per chiedere notizie direttamente al sindaco Domenico Gambacorta sulla sicurezza degli edifici scolastici, primo fra tutti l’ex Gaetano Bruno. Un confronto pacifico alla presenza di Polizia e Gruppo Comunale di Protezione Civile. “Le indagini che sono state eseguite, ha chiarito Gambacorta sulla struttura ex Bruno e oggi Ruggero II, hanno dato risultati direi molto tranquilli e saranno trasmessi insieme alla relazione dei tecnici incaricati alla scuola già la settimana prossima. L’invito che faccio ai ragazzi è di stare tranquilli, la stessa cosa dico ai docenti e dirigenti scolastici. L’istituto che aveva suscitato problemi, preoccupazione, dopo il sisma del 2002 è in condizioni si assoluta tranquillità per quanto riguarda i solai. Gli altri istituti superiori di Ariano, non hanno nessun problema.”  "A Grottaminarda, la scossa ha provocato la caduta di calcinacci dall'Istituto tecnico commerciale." E' quanto riporta l'Ansa. Ma il sindaco Angelo Cobino smentisce nella maniera più assoluta: "La notizia è priva di fondamento." Stessa cosa riguardo le scuole: "Nessuno edificio è stato chiuso." I Vigili del Fuoco hanno effettuato solo verifiche visive e non sono state riscontrate anomalie di alcun tipo. Erano le 07:38:08 ora italiana, quando è stata avvertita la scossa. Niente lampadari in movimento, ma solo un boato durato pochissimi istanti. La conferma è arriva subito dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: Un terremoto di magnitudo 3.1 con coordinate geografiche (lat, lon) 41.15, 15.13 ad una profondità di 21 km. La zona in questione è tra Stratola e Santa Regina ai confini con Villanova del Battista. Entriamo nell'edicola di Piazza Plebiscito, in uno dei locali simbolo più importanti, sotto il porticato dell'episcopio accanto al maestoso campanile che il 23 novembre 1980 si piegò su stesso fortunatamente senza provocare morti. Non si parla di altro se non della scossa, durante la vendita di giornali e riviste con i vari clienti: "Sembrava un trapano, un rumore strano che proveniva dalla parete, come se stessero  eseguendo dei lavori, ci dice Beata Weglarz, poi ho capito subito dalle prime notizie e messaggi che si trattava del terremoto." Vincenzo Scrima autista dell'Amu: "Ero sulla tratta mattutina, zona San Donato e all'improvviso ho avuto la sensazione, come se la strada si stesse stringendo dinanzi a me." Anselmo La Manna: " Un boato, ero a letto e posso dire che per la prima volta ho avvertito una scossa di terremoto nella mia vita." Nicola Pompeo: "Che paura, parlavo da solo, dicendo, per favore no, poi ad si è fermato e ho tirato un sospiro di sollievo."

 08 novembre - Ottopagine -

 Nuova sede per AIOS di Ariano Irpino
Già dotata di unità logistica mobile munita di quadricottero a pilotaggio remoto ed altri strumenti all’avanguardia, l’associazione Aios, attivissima su più fronti sul territorio, trova finalmente casa. Inaugurata in via Parzanese ad Ariano Irpino, una signora sede operativa. Ad ospitarla è l’ultimo piano dell’ex mercato coperto di via Parzanese, dove un tempo alloggiava il custode. Un’opera di ripristino completa e curata nei minimi dettagli che ha permesso di restituire in poco tempo una struttura davvero dignitosa e ospitale, grazie alla sinergia indispensabile tra Comune e volontari. Un ruolo, quello della Protezione Civile mai come in questo momento, indispensabile e fondamentale. Formazione, servizio antincendio, videosorveglianza, vigilanza e tutela ambientale. L’associazione mira a promuovere sempre di più la cultura della prevenzione, al fine di favorire la riduzione dei rischi. Taglio del nastro affidato al sindaco Domenico Gambacorta, presente insieme agli assessori Manganiello e Li Pizzi, al presidente del Consiglio Comunale Della Croce e ai consiglieri Santosuosso e Caso. A benedire i nuovi spazi il Vicario Monsignor Antonio Blundo. A fare gli onore di casa il presidente Amedeo Iacobacci, insieme alla nutrita squadra di volontari, tutti dotati di grande esperienza, professionalità e voglia di fare per gli atri. L’Aios, si occupa di Protezione Civile e tutela ambientale, prevenzione, previsione ed intervento. Il nostro intento è quello di sensibilizzare la gente e coinvolgerla alle nostre iniziative. “Con l’ausilio del  quadricottero, Drone e dell’unità mobile affettuiamo sorveglianza con finalità di telerilevamento e ricerca dispersi, in tutti i casi in cui tali sistemi possano consentire l’esecuzione di missioni pericolose, pattugliamento di zone impervie e in caso di calamità  in zone  non accessibili, perché impervie e inagibili. In sintesi, l’associazione mira a promuovere una cultura della prevenzione e formazione per un volontariato più consapevole e specializzato e favorire nel cittadino un ruolo attivo nella riduzione dei rischi. Quindi tutti coloro che abbiano spirito di volontariato e collaborazione possono effettuare un periodo di prova presso la nostra associazione e scendere in campo per questo nobile obiettivo.”

 26 ottobre - Ottopagine - 

Il Titanic
[Gianni Vigoroso] 

"Il Titanic non è affondato per la collisione con un iceberg nella notte tra il 14 e 15 aprile 1912 ma perché è stato speronato da un piroscafo che batteva bandiera olandese o svedese", l'ha sempre sostenuto Raimondo Vitillo, nato ad Ariano Irpino il 14 maggio 1888 e deceduto a 88 anni nella sua città natale, uno dei pochi superstiti dall'affandonamento del transatlantico, avvenuto esattamente un secolo fa, il 14 aprile 1912. Una versione tramandata al figlio Carmine che vive a Seregno da oltre cinquant'anni. "Mio padre - ha affermato Carmine - tutte le volte che tornava sull'argomento non ha mai cambiato versione, neppure nei piccoli particolari perché quell'episodio è rimasto scolpito in maniera indelebile nella sua mente. Uscito sul ponte a prendere un po' d'aria ha udito tre forti fischi, poi un forte boato e visto un piroscafo che se ne andava non riuscendo a distinguere se la bandiera era olandese o svedese. Ma di aver visto un iceberg non ha mai fatto menzione. Al rientro dopo il naufragio aveva scritto più lettere all'ambascita raccontando la vera storia di cos'era accaduto quella notte sul Titanic, ma non ha mai avuto risposta." Lo riporta in un articolo Paolo Volonterio, su il Cittadino, il quotidiano on line di Monza e Brianza e Attivo Tv, entrambi con ampio risalto. (Foto dal web ilnavigatorecurioso.myblog.it).

 

19 ottobre - ANSA -

  

Fiamme in chiesa Margherita di Savoia 

[Redazione]

(Da oggi avrebbe dovuto ospitare due famiglie rimaste senza casa ma la vecchia chiesa di 'San Pio', a Margherita di Savoia, è stata distrutta nella notte da un incendio le cui cause sono incorso di accertamento da parte dei carabinieri. La struttura, per lo più fatta in legno, era utilizzata per attività ricreative e destinata a diventare sede cittadina della Caritas. La scorsa notte le fiamme hanno distrutto completamente la chiesetta intitolata al santo di Pietrelcina, che si trova nel quartiere residenziale 'Isola Verde-Città giardino', di Margherita di Savoia, nel nord barese, un quartiere che conta oltre un migliaio di residenti."Sarebbero venuti a stare nella vecchia chiesa di "San Pio" proprio oggi, ma non sarà possibile perché quel luogo non c'è più, è andato distrutto nell'incendio", spiega, riferendosi alle due famiglie che da oggi avrebbero trovato ospitalità nella struttura, il parroco della nuova chiesa di 'San Pio',don Roberto Vaccariello, inaugurata un anno fa.

12 ottobre - ANSA -

 

Smottamento a Capri, frana in mare 

[Redazione]

Allagamenti e movimenti franosi a Capri (Napoli) dopo la forte pioggia che si abbattuta sull'isola durante la notte. Una frana si staccata dal costone che sovrasta la spiaggetta di Caterola, alle spalle del porto turistico, in una zona già interdetta al transito, alla navigazione e alla balneazione poichè considerata altamente franosa. Ad accorgersi di quanto accaduto sono stati questa mattina alcuni barcaioli che hanno lanciato l'allarme alla Capitaneria di Porto. In quell'area una grossa frana si verificò già molti anni fa. I vigili del fuoco di Capri sono stati impegnati questa mattina in diversi interventi per allagamenti provocati dalla furia dell'acqua in varie zone dell'isola. Allagati anche i locali adibiti a bagni pubblici e deposito bagagli sotto la Piazzetta.

06 ottobre - METROPOLIS -   

 

Frana la montagna Paura a Bosco Crocelle
[Andrea Ripa] -
Quella colata di fango che trent'anni fa costò la vita a 8 persone a Palma Campania la ricordano bene. Anche chi è nato dopo il 1986, quella storia l'ha, per forza di cose, imparata. I massi, misti a fango, venuti giù dalla montagna in località Bosco Crocelle hanno fatto tornare la paura in città. Quella stessa che migliaia di cittadini di Palma hanno provato già 30 anni fa. Una nuova frana sulla montagna che sovrasta il comune vesuviano, per fortuna senza grosse conseguenze. La colata di fango, che ha sfondato le recinzioni di protezione, è stata di minore portata a quella che fu fatale a 8 persone nel 1986. Eppure quella parte di montagna venuta giù ha fatto scattare nuovamente l'allarme sicurezza in città. E' bastata la prima forte pioggia per far venir giù tutto. Eppure quella montagna, già al centro dell'ultimo consiglio comunale, avrebbe dovuto essere oggetto di attenzioni straordinaria. E, invece, sembra che quasi nessuno si sia interessato delle sorti di Bosco Crocelle. Ad agosto l'incendio che ha causato numerosi danni al polmone verde che sovrasta Palma Campania, nei giorni scorsi la frana, i due fatti sembrano essere concatenati, che ha fatto scattare l'allarme sicurezza. Il fango e i due grossi massi venuti giù non hanno causato danni a cose o persone, tuttavia hanno fatto scattare un campanello d'allarme in città. Nei prossimi giorni saranno fatti ulteriori rilievi sulla zona, messa in sicurezza dopo il cedimento del terreno. Un'area particolare, quella di Bosco Croccile, già in passato finita al centro delle polemiche e già fortemente lesionata da pericolose frane nel corso degli anni. Sono degli irresponsabili, tuona il consigliere d'opposizione Carrella che, proprio nel corso dell'ultimo consiglio comunale, aveva avvertito l'amministrazione Carbone sui rischi in cui la città sarebbe potuta incappare in caso di mancati controlli. II sindaco e la sua maggioranza hanno fatto finta di ascoltare quello che ho detto durante la seduta. La verità è che sanno soltanto parlare, ma di fatti concreti neanche l'ombra. Situazione assurda, menomale che avevamo denunciato tutto giorni fa. Penso che non ci siano più le condizioni per governare, dice il leader dell'opposizione Alfonso Buonagura. Dopo la frana il presidente del consiglio comunale Graziano si è recato nei pressi di Bosco Crocelle per una verifica, tardiva, dello stato della montagna.

 28 settembre - IL MATTINO -

 Festa della Madonna del subacqueo e del pescatore
[Redazione] -
Festa della Madonna del Subacqueo e del Pescatore, stamattina in 500 per la processione e tre corone di alloro in memoria delle vittime del Rosinella. Una celebrazione suggestiva che ha visto la partecipazione di molta gente di mare proveniente da diversi comuni della provincia per venerare la statuetta bronzea della Madonna che la scorsa settimana era stata portata a galla dai fondali, a 15 metri di profondità e 150 metri dalla costa dove giace dal 1981, per un operazione di pulizia e restauro. La cerimonia ha avuto inizio alle 9 e, dopo l‘omaggio ai Caduti in mare sul Molo della Favorita e la messa nel Parco Inferiore di Villa Favorita celebrata da don Andrea De Luca, della Parrocchia di Santa Maria di Loreto, è partita la processione fino al Santuario sottomarino a largo di Punta Quattroventi. Circa cinquecento persone sono partite dal porto del Granatello di Portici a bordo di un aliscafo della flotta Alilauro e di decine di pescherecci messi a disposizione dall’Arci Pesca di Torre del Greco e dai pescatori della zona. Il corteo, guidato da una motovedetta della Capitaneria di Porto e scortato da mezzi di soccorso provenienti dal porto di Napoli, ha raggiunto l’area a largo di Punta Quattroventi dove otto sommozzatori del Circolo Amici del Mare e del Gruppo subacqueo Massimo Asta hanno riposizionato la statua della Madonna sul fondale e deposto tre corone di alloro offerte dall’ Amministrazione comunale in ricordo del comandante Giulio Oliviero e dei pescatori Khalifa, Safeddine e Sassi, il comandante (ancora disperso) e i due marinai tunisini, morti a seguito del naufragio a largo di Gaeta, lo scorso aprile, del motopeschereccio Rosinella. Tra i sommozzatori scesi sul fondale anche il veterano Pasquale Sansone 81 anni che da decenni prende parte alla manifestazione. All’iniziativa, svolta con l’organizzazione del Gruppo Volontari della Protezione Civile del Comune di Ercolano, ha partecipato anche il Comune di Massa Lubrense con il vicesindaco Giovanna Staiano.

 22 settembre - AGI new -

 
Maltempo: bomba d`acqua nel foggiano, evacuato camping
[Redazione]
Ottanta turisti sono stati evacuati da un camping di Lido del Sola sul Gargano, dopo che la struttura turistica e' stata allagata dall'esondazione di un torrente. E" accaduto in serata a causa della violenta bomba d'acqua che ha colpito gran parte del foggiano. I turisti sono stati ospitati in una scuola di Rodi Garganico. A causa della violenza della pioggia disagi anche per i treni. Ferrovie del Gargano ha, infatti, provveduto a mettere a disposizione pulman sostitutivi.

 19 settembre - METROPOLIS -

 Una pioggia di polemiche Vesuvio ostaggio dell`acqua
[Andrea Ripa]
Città sommerse dalle incessanti perturbazioni in un weekend, da Noia e Poggiomarino affogano, a Torre del
Greco crolla un muretto. Una pioggia di polemiche, Vesuvio ostaggio del’acqua . Un weekend nero, quasi quanto il cielo che ha scatenato su tutta l'area Vesuviana perturbazioni tali da tenere paralizzate intere cittadine. Da Torre del Greco a Noia, da Somma a Saviano, il tour delle emergenze per la forte pioggia che dalla notte di sabato fino a ieri sera si sono scatenate su tutta la provincia di Napoli, e non solo,  non ha risparmiato nessuna città. Crolli, strade allagate, persone rimaste intrappolate nelle auto, macchine in panne e marciapiedi sommersi dalle acque hanno fatto da contorno alla pioggia di polemiche piovute sui sindaci delle varie comunità cittadine, indicati come maggiori responsabili per i continui allagamenti sui territori comunali ogniqualvolta piove in maniera incessante. Com'è capitato nell'ultimo weekend. Situazioni critiche in diversi comuni del Vesuviano. A Poggiomarino la situazione è sembrata ancora una volta disastrosa. Interi quartieri allagati, le esondazioni delle Vasche dei veleni. Le acque del Fornillo, a confine con Terzigno, e Pianillo, a confine con San Giuseppe Vesuviano si sono riversate in strada e hanno ricoperto tutto. Alcune persone in strada sono state aiutate dalle forze dell'ordine per essere rimaste bloccate all'interno delle proprie automobili. Una situazione che si ripresenta sempre a Poggiomarino quando si verificano anche minime perturbazioni. Situazione difficile anche nel Comune di Noia, tutta l'area è stata interessata da forti piogge nell'ultimo fine settimana. L'area di piazza d'Armi, la zona dedicata al commercio cittadino è stata completamente travolta dall'acqua. L'ex stadio di calcio diventato una risaia. Numerosi disagi sono stati segnalati anche in periferia, le zone di Polvica e Piazzolla quelle maggiormente colpite. Polemiche anche a Torre del Greco per le incessanti piogge, la città si è ritrovata impreparata a fronteggiare un'emergenza del genere e sul sindaco Ciro Borriello, complici anche i numerosi cantieri aperti nelle ultime settimane, sono "piovute" numerose critiche da parte di semplici cittadini ed esponenti della politica locale che hanno fotografato lo stato di una città devastata dal maltempo. A San Giuseppe le Paludi, popoloso quartiere a ridosso di piazza Luigi Palomba è crollato un muretto. Allagati i sottopassaggi delle periferie. Le situazioni maggiormente critiche si sono verifícate in via Litoranea dove un'auto è rimasta bloccata dall'acqua. A Striano necessario gli interventi degli uomini della Protezione Civile perché sono saltati diversi tombini lungo tutto il territorio comunale. Sono stati loro a riportare alla normalità la situazione. Gli stessi interventi anche a Palma Campania e Somma Vesuviana. Mentre a Saviano le strade del centro erano completamente allagate per via delle incessanti piogge, rendendo praticamente impossibile la vita ai cittadini del piccolo comune vesuviano. Paradossalmente la situazione migliore l'hanno vissuta gli abitanti di Ottaviano, dove i disagi sono stati limitati. L'acqua ha invaso le strade, ma gli allagamenti sono rimasti contenuti. A differenza di quanto accaduto a Palma, Noia, Torre del Greco e Poggiomarino. Un'emergenza senza fine che difficilmente potrà essere risolta a breve termine. L'inverno si avvicina, i cittadini dell'area vesuviana sperano di non rivivere l'incubo vissuto nell’ultimo weekend.

  15 settembre - IL QUOTIDIANO -

 Esonda l`Osento: danni alle strade e famiglie isolate
[Redazione]
Le forti piogge dei giorni scorsi hanno messo in ginocchio alcune contrade.  Esonda l’Osento, danni alle
strade e famiglie isolate. Toma di nuovo la paura dell'acqua a Lacedonia. Nel tardo pomeriggio di lunedì, in special modo tra le 16 e le 20, esondazioni e straripamenti hanno colpito le località Curci, Isca, Macchialupo e Madonna delle Grazie. Una circostanza che ha isolato per qualche ora alcune famiglie, le quali hanno immediatamente allertato le Forze dell'Ordine e l'amministrazione comunale. Sul posto infatti si sono precipitati i Vigili del Fuoco, i Carabinieri della stazione di Lacedonia, la Polizia Municipale e il sindaco Antonio Di Gonza insieme al vicesindaco Antonello Pignatiello, attardatisi fino quasi alla mezzanotte a monitorare l'accaduto. La tratta 'alluvionata' è la Sp 6 che, dal paese, giunge fino al Lago San Pietro, nel territorio di Monteverde, a pochi chilometri dalla famosa diga. La situazione certamente più critica a contrada Isca, dove i torrentelli che confluiscono nell'Osento sono venuti fuori dal loro letto, riversandosi sulla strada e i campi, per di più piegando i parapetti di alcuni ponti. In zona Macchialupo invece l'acqua, defluita in grandissime quantità per sfogare la piena giù fino al ponte di Madonna delle Grazie, ha invaso addirittura il capannone di una stalla per cavalli, costringendo i caschi rossi a intervenire e liberare lo spazio da detriti, acqua e fango. Danni anche in Contrada Forna nei pressi sempre del fiume Osento. Gravi conseguenze anche per l'asfalto, rifatto non da molto tempo, quasi squarciato dalla furia delle acqua, in alcuni punti addirittura rivoltando come un calzino il manto bituminoso, dopo aver inzuppato l'argilloso terreno sottostante. I mezzi del comune tra la serata di lunedì e la mattinata di ieri, hanno provveduto a mettersi in sicurezza le strade su cui si sono riversati massi, detriti e fango, nessuno, per fortuna, si è fatto male e ieri la situazione è tornata quasi alla normalità. Ora, come ci ha spiegato il sindaco Di Gonza, il comune ha già riferito prontamente alla Protezione Civile regionale e al Genio Civile di Avellino, chiedendo un sopralluogo per capire il da farsi. Non si esclude una richiesta di stato di calamità, anche perché in questi giorni le previsioni non dicono nulla di buono. Già a marzo, ricordiamo, Lacedonia era stata colpita da una piccola alluvione, che, sulla Sp 284 nei pressi della zona industriale del Calaggio, divorò letteralmente un ponte, lasciando inoltre pericolosamente scoperti alcuni cavi della media tensione dell'Enel 'in viaggio' verso la Puglia. Marginalmente, furono interessate anche allora la zona del ponte Madonna delle Grazie, località Isca e Forna, colpite di nuovo lunedì sera.
 
   
12 Settembre - IL QUOTIDIANO DEL SUD -
 
Ariano nella morsa del maltempo: danni
[Redazione]
Continua l'allerta meteo ad Ariano. La pioggia ininterrotta di ieri ha causato ancora qualche cedimento della sede stradale in pieno centro urbano arianese. Un cedimento si è registrato lungo via Tranesi, prossimità di Borgo san Domenico, dove insistono i fabbricati di edilizia pubblica residenziale comunale. Si tratta di un leggero cedimento del manto stradale e l'Ufficio tecnico comunale è prontamente intervenuto per circoscrivere la zona ed evitare incidenti, mantenendo inalterato il transito. Altro punto in cui si è registrato un problema di questa natura è in via Sant'Antonio. Praticamente nei soliti punti in cui si verifica, dopo precipitazioni atmosferiche, il disfacimento del manto stradale. Timori forti sono rivolti alle zone rurali e in particolare a contrada Creta che già è in grosse difficoltà e con le precipitazioni ultime potrebbe subire ulteriori danni. Molte le strade chiuse al confine con la Puglia, tra cui la Statale 872 per oltre 80 chilometri in entrambi i sensi di marcia nel tratto che collega San Severo a San Marco in Lamis. Sta tornando invece alla normalità la circolazione ferroviaria lungo la tratta Roma-Bari-Lecce e Foggia - Termoli. Allerta meteo altissima al centro sud con la Campania e ora anche la Puglia sotto temporali e maltempo praticamente da 24 ore. Il bollino giallo della Protezione Civile è stato emesso nel primo pomeriggio per via degli allagamenti e dei temporali in corso su tutta la zona. In particolare è la linea ferroviaria Bari-Lecce ad essere sotto estremo disagio per gli allagamenti.
  
 
8 Settembre - IL MATTINO AV -
 
Le fiamme assediano il castello restaurato
[Bianca Bianco]
Le fiamme assediano il castello restaurato, Bianca Bianco di Avella. Fiamme dolose alimentate dal vento. Un rogo che ha pericolosamente lambito anche l'antico castello di Avella. È la stagione degli incendi nel Baianese, nell'ultima settimana interessato da decine di interventi di vigili del fuoco e corpo forestale dello Stato oltre che delle protezioni civili dei singoli paesi. Una stagione che sta mettendo a rischio il già fragile ecosistema della zona ma che ieri stava per mettere in pericolo proprio uno dei simboli più noti dell'intera valle, il mastio di epoca normanna di proprietà del Comune di Avella che oggi ospita eventi in costume e rassegne musicali. L'allarme è scattato intorno alle 15,30 quando il fumo bianco ha circondato la torre più bassa della fortezza facendo temere chi osservava dal paese che il rogo avesse già raggiunto i ruderi. È bastata una prima segnalazione per mettere in moto la macchina della Protezione Civile di Avella, coordinata dall'architetto Pasquale Maiella. I volontari e gli operai della Comunità montana hanno presto raggiunto la collina e sono saliti sin sulla cavallerizza per impedire alle fiamme di attingere il sito. Un lavoro durato diverse ore e reso difficilissimo dal vento che in questi giorni sta spazzando il Baianese dando  alimento alle fiamme. Gli uomini impegnati nelle delicate operazioni hanno spento i focolai e messo un "muro" umano tra le fiamme e il prezioso castello i cui lavori di restauro sono recenti. Ma l'allarme incendi non ha riguardato solo la collina dominata dalle mura fortificate perché tutti il mandamento sta subendo in questi giorni i danni di più roghi, tutti appiccati dall'uomo. In sette giorni, dal 29 agosto al 4 settembre, gli interventi segnalati al Corpo forestale dello Stato in zona sono stati sette: sei incendi boschivi ed uno non boschivo, con circa 14 ettari distrutti. Ieri invece sono stati tre in poche ore i roghi segnalati. Oltre quello di Avella, sono stati richiesti interventi anche a Sirignano e Quadrelle. Le fiamme hanno avvolto le coltivazioni in località Tre Castagni a Sirignano nel primo pomeriggio di ieri, nell'identico posto in cui si era scatenato un incendio solo un giorno prima. Nella vicina Quadrelle l'incendio è scoppiato in località Ponte Acquaserta. Sull'origine di questi episodi ci sono pochi dubbi: dietro c'è la mano di piromani, gli stessi che infiammano ogni anno le estati sulle montagne e le colline della zona. In alcuni casi si è trattato di roghi di sterpaglie e residui di vegetazione non controllati, ed accesi nonostante sia in vigore il divieto assoluto imposto dalla regione Campania fino al venti settembre. In altri casi invece vi è una vera e propria strategia piromane dietro le combustioni che stanno distruggendo irreparabilmente la flora montana. Giornate di super lavoro per chi ogni giorno è impegnato nella lotta contro gli incendi. Domenica per domare le fiamme a Mugnano e Sirignano si è reso necessario l'intervento di un elicottero della Forestale che con grande difficoltà e dopo diverse ore è riuscito spegnere le fiamme. Una quotidiana ed impari battaglia contro chi devasta il territorio.

 5 Settembre - CITTA DI SALERNO -

Da oggi temporali al Centro Sud.
Si rompe la tregua estiva, la Protezione civile dirama l'allerta
[Redazione]
S rompe la tregua estiva, la Protezione civile dirama l'allerta. Oggi una saccatura dall'Europa centrale causerà fenomeni di instabilità che gradualmente interesseranno gran parte delle regioni centro-meridionali. A questi fenomeni si assoceranno una rapida intensificazione della ventilazione settentrionale e una diminuzione delle temperature. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d'intesa con le Regioni coinvolte (alle quali spetta l'attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati) ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento delle Protezione Civile. L'avviso prevede dalla mattinata di oggi possibili mareggiate lungo le coste esposte. Si prevedono precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio e temporali in estensione dal pomeriggio in poi. I fenomeni temporaleschi saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per oggi allerta arancione per rischio idraulico diffuso sui settori meridionali dell'appennino a partire da quello marchigiano e per rischio idrogeologico sul versante orientale dell'Umbria. Sono in allerta gialla invece i restanti settori di Marche e Umbria. L’estensione prevede anche  il Lazio, l’Abruzzo, il Molise e gran parte della Puglia e della parte montana e appenninica della Campania.


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