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22.10.2021 - MESSAGGERO

TERREMOTI e SMARTPHONE (Francesco Finazzi) Uno smartphone per rilevare un terremoto? E quale utilità può avere la rilevazione tramite smartphone? Ogni dispositivo portatile è dotato di un sensore chiamato accelerometro. tipicamente utilizzato per capire come lo schermo è orientato, in alcuni giochi e nelle app di Fitness per contare i propri passi. Quando lo smartphone è inutilizzato, lo stesso accelerometro può essere sfruttato per rilevare vibrazioni, tra cui quelle indotte da un terremoto. Chiaramente il singolo smartphone è poco affidabile in quanto tende a rilevare vibrazioni di qualsiasi tipo. Distinguere un terremoto (evento di per sé raro) da tutte le altre sollecitazioni a cui lo smartphone è sottoposto sarebbe come cercare il proverbiale ago nel pagliaio. Un terremoto, tuttavia, interessa tipicamente un'area ampia del territorio. Se gli smartphone di una certa zona rilevano una vibrazione quasi contemporaneamente, la probabilità che si tratti di un terremoto è alta. Rilevare un terremoto in tempo reale permette di inviare un'allerta alla popolazione. Poiché l'onda sismica potenzialmente distruttiva viaggia a circa 4.5 km/s, è possibile preallertare quella parte di popolazione che ancora non ha sperimentato il terremoto. Va precisato che non si tratta di una previsione ed il tempo di preallerta è compreso tra 5 e 60 secondi in base alla propria distanza dall'epicentro. Se opportunamente addestrati a riconoscere il suono di allerta, pochi secondi sono sufficienti per posizionarsi in un punto sicuro della propria abitazione ed evitare gli effetti spiacevoli di crolli e cadute di oggetti. Sulla base di questa idea, dal 2013 il progetto di Citizen Science denominato Earthquake Network (www.sismo.app) implementa una rete globale per il monitoraggio in tempo reale dei terremoti tramite smartphone. Installando l'app del progetto (in Italia Rilevatore Terremoto), qualsiasi cittadino può entrare a far parte della rete di monitoraggio e può ricevere sul proprio smartphone le allerte che la rete stessa genera. Ad oggi. più di 8 milioni di persone da tutto il mondo hanno preso parte al progetto e la rete ha permesso di rilevare più di 4600 terremoti. In Italia ha rilevato più di 50 terremoti tra cui quelli della sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso del 2016 e 2017. Il successo nasce dal fatto che lo smartphone è sia lo strumento per rilevare il terremoto che quello per ricevere l'allerta. I cittadini sono quindi ben disposti a mettere il loro smartphone a disposizione della collettività per ricevere in cambio un servìzio utile. Il sistema rappresenta inoltre una soluzione a costo quasi zero rispetto ai sistemi professionali basati su sismometri, caratterizzati da costi di installazione e manutenzione nell'ordine dei milioni di euro. Il costo elevato, ma anche aspetti più delicati legati alla responsabilità connessa all'invio di allerte sismiche, hanno da sempre limitato l'adozione di tali sistemi e la loro apertura al pubblico. In Italia, ad esempio. Earthquake Network è attualmente l'unico fornitore di un servizio di allerta in tempo reale per i cittadini, nonostante la tecnologia per un sistema professionale gestito da un ente pubblico esista e sia ormai matura. I DATI Dal 2019, grazie alla partecipazione dell'Università degli Studi di Bergamo nei progetti TURNkey e RISE finanziati dalla Commissione Europea, i dati raccolti vengono analizzati dai migliori scienziati di 40 tra università e centri di ricerca europei. Tali progetti hanno l'obiettivo di fornire soluzioni per la mitigazione del rischio sismico a livello europeo e l'Italia sarà una delle nazioni a trame maggiore beneficio. Nel frattempo. rimane uno dei progetti di Citizen Science con il maggior coinvolgimento della popolazione, a dimostrazione del fatto che la tecnologia unita all'interesse comune può generare soluzioni innovative a problemi anche complessi.  

21.10.2021 - P. C.

I PIANI DELLA PROTEZIONE CIVILE - (Redazione) Puglia, appello ai sindaci per i piani di protezione civile. Si chiede a 140 Comuni beneficiari di finanziamento per i piani di fare in fretta a presentare i dati richiesti per non perdere le risorse destinate sprecando un'importante occasione per la sicurezza del territorio In una nota, il presidente del Comitato regionale permanente di Protezione civile pugliese Maurizio Bruno ha esortato i 140 comuni pugliesi beneficiari del finanziamento per i piani di protezione civile a fare in fretta per non perdere le risorse a loro destinate. "I dati (relativi ai piani di protezione civile, ndr) vanno caricati sulla piattaforma entro il 5 novembre, ma tante amministrazioni non hanno nemmeno iniziato", ha spiegato Bruno. "Si tratta di un’occasione che non va assolutamente sprecata, ha aggiunto, per questo i Comuni devono fare in fretta e caricare dati, atti e documentazioni sul portale Mir Web entro la scadenza, pena la mancata erogazione del 55% dei contributo a titolo di anticipazione". La raccomandazione è stata inviata a tutti i 140 Sindaci interessati dal Dipartimento di Protezione Civile della Regione Puglia. E anzi, presso molte Amministrazioni locali non sono nemmeno partite. Un'occasione da non sprecare, Bruno ha dichiarato: "Sarebbe davvero uno spreco di denaro e di opportunità non risolvere questi ritardi, perché l’implementazione dei piani di protezione civile, con inserimento dei dati, di mappe, di documentazioni all’interno della piattaforma Mir Web si potrebbe permettere alla stessa Protezione Civile di avere un quadro semplice, chiaro e immediato dello stato di cose in tutta la Regione. Ed è questo fondamentale per poter poi consentire interventi mirati e veloci in caso di emergenze di ogni tipo. La Regione in questo senso ha fatto il suo: dal finanziamento dei piani fino alla realizzazione della piattaforma. Ora sta alle singole amministrazioni comunali non sprecare questa occasione e fare il proprio. Ma il tempo stringe, mancano ormai poche settimane (appena due) alla data indicata nel disciplinare e in molti casi le operazioni sono pressoché al punto di partenza. Sono certo che i sindaci dei 140 comuni interessati non vorranno far mancare il proprio impegno per dare ai propri Comuni e a tutta la Regione una grossa opportunità di crescita sul fronte della sicurezza e della protezione dei propri cittadini e territori.  

20.10.2021 - IL FATTO

TERREMOTO A MACERATA (Redazione) La terra ritorna a tremare nel Centro Italia: una scossa sismica di magnitudo 3.8 si è registrata alle 14.54 in provincia di Macerata a pochi km da Visso, molto vicino al confine tra Marche e Umbria, a una profondità di 10 km. Il terremoto è stato avvertito anche in provincia di Ascoli e in particolare ad Arquata del Tronto. Non risultano al momento richieste di soccorso o comunicazioni di danni ai vigili del fuoco di Macerata. Nelle casette dell’emergenza Sae la scossa si è sentita distintamente e un pò di preoccupazione si è diffusa nella popolazione già pesantemente provata dal sisma del 2016.I terremoti di 5 anni fa colpirono la zona di Amatrice, Norcia e appunto Visso. La prima scossa di magnitudo 6 la notte del 24 agosto 2016 tra i Comuni di Accumoli e Arquata del Tronto. Due giorni dopo un’altra serie di scosse superiore a 5 gradi di magnitudo, con epicentri proprio lungo il confine umbro-marchigiano. Il 30 ottobre ci fu un sisma in provincia di Perugia, senza dimenticare poi a gennaio 2017 altre forti scosse nella zona vicino a l’Aquila. In tutto ci furono più di 300 vittime e oltre 40mila sfollati. Leggi Anche Sisma del Centro Italia, cinque anni dopo ancora più di 35mila sfollati. La ricostruzione accelera c’è chi aspetta la prima impalcatura. Tra la gente sono riaffiorati brutti ricordi. Una scossa molto forte commenta Michele Franchi, sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) l’abbiamo sentita tutti soprattutto nei container. Ad Arquata, comunque, le lezioni a scuola non sono state interrotte. Le ultime scossa di terremoto di magnitudo superiore a 3 (3,1-3.3) in provincia di Macerata si erano verificate durante lo scorso mese di aprile nella zona di Fiordimonte, Comune di Valfornace.  

19.10.2021 - AGENPARL

ESERCITAZIONE IN SICILIA (Gianluca Milozzi) Giornate del volontariato siciliano, esercitazione di Protezione civile un successo di tutto il sistema regionale. Applausi e soddisfazione per la grande prova di insieme data dai volontari del sistema regionale di protezione civile. Con la visita del presidente Nello Musumeci al campo allestito all’autodromo di Pergusa si sono concluse le Giornate del volontariato siciliano, organizzate dalla Regione a Enna. A ridosso del lago ennese, infatti, si è svolta l’esercitazione della colonna mobile organizzata dal dipartimento regionale della Protezione civile, guidato da Salvatore Cocina. A visitare il campo è venuto anche il capo del dipartimento nazionale di Protezione civile, Fabrizio Curcio. Esprimo ampia gratitudine ha commentato Cocina, a tutte le associazioni di volontariato che quotidianamente prestano servizio affinché la collettività siciliana possa essere sempre messa in sicurezza. L’esercitazione è stata un successo, grazie all’impegno incredibile di volontari, funzionari e di tutto il sistema che si è prodigato per allestire un campo forse mai fatto prima in Sicilia in queste dimensioni: una capienza di 1200 persone, quattro mense, mille pasti orari, servizi igienici, gruppi elettrogeni. Abbiamo potuto verificare le nostre attrezzature e abbiamo individuato anche le carenze da colmare e abbiamo messo un punto fermo: sappiamo su cosa possiamo contare e cosa dobbiamo migliorare. Sicuramente da domani avremo un sistema più efficiente, fatto di volontari preparati, che sanno come utilizzare i mezzi, dove reperire materiale, come comportarsi in caso di emergenze. In queste tre Giornate del volontariato abbiamo raccolto i suggerimenti di tanti di loro e ne terremo conto. Oggi ha concluso il direttore del dipartimento regionale possiamo dire di avere un volontariato molto più professionalizzato. Dalla gestione della pandemia, con la creazione degli hub vaccinali in Sicilia, fino alle attività di contrasto agli incendi boschivi settore in cui oggi operano quasi mille volontari e si dispone di circa 150 mezzi adeguati a contrastare i roghi fino alle ultime emergenze causate dai nubifragi, è lungo l’elenco delle operazioni realizzate dalla Protezione civile regionale attraverso il dispiegamento di uomini e donne del volontariato siciliano. Stamattina, nel campo di Pergusa, si sono svolte le prove esercitative dei corpi specialistici di volontariato. Le principali attività hanno riguardato l’uso delle pompe idrovore, le attività di spegnimento incendi, il montaggio delle tende, le attività che servono per accrescere la formazione e le competenze tecniche dei volontari. Si sono concluse anche le prove simulate di recupero di un disperso ritrovato in un pozzo da una unità cinofila dell’Associazione nazionale Carabinieri ed effettuato dalla squadra Sar (Nuova acropoli e Croce rossa italiana) di Caltanissetta. Il tema che ha legato tutti gli interventi e le azioni di queste giornate di esercitazione è stata la resilienza delle comunità, la capacità di risposta e di generare attività in grado di superare gli shock climatici, le calamità naturali e i disastri creati dall’uomo, anche grazie alla capacità organizzativa del sistema della Protezione civile nel rispondere e intervenire per mitigare gli eventi estremi.  

18.10.2021 - REDAZIONE

LA LEGGE DEL “CUORE” - (fonte: askanews) – L’approvazione definitiva della legge che prevede la diffusione dei defibrillatori in tutti i luoghi pubblici, promossa e fortemente voluta dal deputato e sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulé, è il miglior biglietto da visita che il nostro Paese può presentare nel corso della “Giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare” di sabato 16 ottobre. E’ quanto si legge in una nota diffusa dagli organi di stampa per rendere noto che in quest’occasione, presso l’hangar 44 dell’aeroporto dell’Urbe di Roma, alle ore 10, l’esponente azzurro ha presieduto un convegno dal titolo: “La legge del cuore”, nel corso del quale le istituzioni e le associazioni di volontariato si confronteranno sulla capitale importanza dei defibrillatori, quale strumento fondamentale per salvare la vita delle persone colpite da attacchi cardiaci. Alla tavola rotonda, introdotta da un saluto della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, hanno partecipato, tra gli altri, esponenti di governo, parlamentari delle commissioni Affari sociali della Camera e Igiene e Sanità del Senato, il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, generale Francesco Paolo Figliuolo, oltre alle associazioni impegnate nella sensibilizzazione di rianimazione cardiopolmonare tra cui IRcomunità, AMPAS, Istituto di Medicina del Soccorso (IMS), DAN, Progetto Vita …, più altre organizzazioni istituzionali e di volontariato. Ci sono state tra l’altro, testimonianza di soccorritori e di alcuni sopravvissuti proprio grazie all’uso dei defibrillatori. IRcomunità e IMS, hanno consegnato all’On. Mulè l’onorificenza n.1 di “Cavaliere del Cuore” 2021.