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21.05.19 - MESSAGGERO

NUOVA SEDE C.R.I. AD AMATRICE - [Redazione] - Inaugurata questa mattina la nuova sede della Croce Rossa Italiana - Unità di Amatrice. Una giornata importante ed emozionante per il nostro gruppo - ha detto Giuseppe Pignoli, responsabile della Unità di Amatrice - grazie alla grande generosità di una persona che contattò Riccardo, oggi siamo arrivati a tagliare il nastro di questa bellissima struttura in legno che è stata possibile grazie al coordinamento dei vari livelli della Croce Rossa che hanno provveduto. Ed il ricordo di Riccardo Padula, tra i fondatori della Unità di Amatrice, recentemente scomparso, non poteva che caratterizzare questa giornata di pioggia che ha visto però il taglio del nastro di una nuova sede operativa per i volontari amatriciani. Il presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca attraverso un telegramma ha scritto al Comitato della Croce Rossa di Rieti: "siete stati e sarete sempre un punto di riferimento per i cittadini di Amatrice. In particolar modo per tutte quelle persone che ogni giorno trovano in voi un sostegno concreto per ripartire nonostante le tragiche conseguenze del terremoto". Presente ad Amatrice, Barbara Contini, sottosegretario della Croce Rossa con delega di funzioni e gestione dell'UdP "Sisma Centro Italia", che ha elogiato l'attività svolta e ricordato come nell'immediatezza del dramma del devastante sisma si è mossa la macchina dei soccorsi in modo esemplare nonostante i pochi uomini disponibili e la commozione nel vedere come siano aumentate le forze della Croce Rossa nel supportare Amatrice in modo costante e fattivo. Ha presenziato alla cerimonia anche il Presidente della Croce Rossa Regionale del Lazio Adriano De Nardis evidenziando: l'importanza dei supporti e le attività che la Croce Rossa svolge in modo esemplare sul territorio a favore della comunità. Ad Amatrice anche l'Ispettrice Regionale del Corpo delle Infermiere Volontarie Iris Lodi, un rappresentante del Dipartimento della Protezione Civile, la Polizia di Stato ed i Carabinieri di Amatrice, il consigliere regionale del Lazio Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice Filippo Palombini. Un ringraziamento a tutti i presenti è stato formulato dal Presidente della Croce Rossa di Rieti, Mario Cristallini, che ha voluto rimarcare l'importanza di una solidarietà organizzata e costante in un luogo caratterizzato da infinite criticità. Alfredo Vulpiani, consigliere del direttivo della Croce Rossa di Rieti, ha consegnato una mascotte all'unità di Amatrice in segno di vicinanza e partecipazione da parte di tutti i giovani. Presente anche il vicepresidente della CRI di Rieti, Francesco Palomba, i consiglieri Simona Delli Ficorelli e Roberto Maiolati insieme a tutti i volontari.  

20.05.19 – ITALIA OGGI

EU : 277 MLN DI EURO ALL’ITALIA - [Luigi Chiarello] - Bruxelles propone nuovi aiuti e vara il sistema UE antincendi, 2,77 mln di euro all’ Italia. La Commissione europea ha proposto due giorni fa l'erogazione di 293,5 min di uro del fondo di solidarietà UE (FsUe); di questo stanziamento ben 277,2 mln di euro andrebbero a sostegno dell'Italia, a seguito delle violente precipitazioni, dei forti venti, delle inondazioni e delle frane dell'autunno 2018. Altri 8,1 mln di euro sarebbero riservati all'Austria, a seguito degli stessi eventi meteorologici. E 8,2 mln di euro andrebbero alla regione nordorientale della Romania per via delle inondazioni dell'estate 2018. La proposta ora deve essere approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Propositi di riforma. La valutazione fatta dalla commissaria UE per la politica regionale, Corina Cretu, punta a far emergere l'elevato valore aggiunto dello strumento finanziario europeo nell'alleviare l'onere che grava sulle autorità nazionali e regionali. Dall'insediamento della commissione Juncker il Fondo di solidarietà europeo ha erogato oltre 2 mld di euro, compreso l'ammontare record di 1,2 mld per i terremoti del 2016/2017 nell'Italia centrale.Il sostegno complessivo erogato dal Fondo dal 2002 è di 5,2 mld. Ci sono, però, alcune cose da migliorare, che la relazione individua in questi ambiti - rapidità: il FsUe è diventato più rapido e flessibile nel far fronte alle catastrofi naturali, ma non è uno strumento di risposta alle emergenze e l'erogazione dell'intera sovvenzione è ancora subordinata al via libera del Parlamento europeo e del Consiglio. Passaggio che può richiedere un certo tempo. La commissione sta valutando se, con un aumento dei pagamenti anticipati, si possano far arrivare prima sul campo i finanziamenti del Fondo di solidarietà; - coerenza: il FsUe integra altri strumenti dell'Unione, che operano nell'ambito della gestione del rischio catastrofi, delle operazioni di ricostruzione e della rigenerazione dell'attività economica. In particolare, affianca i fondi della politica di coesione. Nel periodo di spesa in corso, quello 2014/20, la politica di coesione sta investendo quasi 8 mld di euro nell'adattamento ai cambiamenti climatici e una migliore prevenzione dei rischi. Per il prossimo bilancio UE, quello per il periodo 2021/27, la Commissione europea ha proposto più in quest'ambito; - efficacia: per rendere gli interventi del FsUe ancor più efficaci, l'esecutivo UE e i singoli stati dell'Unione dovranno collaborare per migliorare la rapidità e l'accuratezza delle valutazioni dei danni, oltre che la preparazione alla gestione delle catastrofi. Sotto la lente criticità emerse nel coordinamento tra istituzioni. Il Fondo di solidarietà dell'UE è stato creato in seguito alle gravi inondazioni che hanno colpito l'Europa centrale nel 2002. Da allora è stato utilizzato in risposta a 84 diversi tipi di catastrofi, tra cui inondazioni, incendi boschivi, terremoti, tempeste e siccità. Ad oggi sono stati erogati oltre 5,2 mld di euro a sostegno di 24 paesi europei. Ciascuno stato membro colpito da calamità può richiedere diversi tipi di sostegno all'UE, sia a breve che a lungo termine. In caso di crisi, lo stato può attivare anche il meccanismo di protezione civile dell'Unione. Quest'ultima, per rafforzare la sua risposta a breve termine alle crisi ha adottato, nel marzo del 2019, un nuovo sistema denominato RescEU, che prevede l'istituzione di una nuova riserva europea di capacità, comprensiva di aerei ed elicotteri antincendio.  

17.05.19 - GIORNALE.IT

LA TERRA DELL'ATLANTICO SI STA' APRENDO - (Redazione] - Fino a poco tempo fa si pensava che il punto di massimo attrito tra le due placche tettoniche, quella africana e quella eurasiatica si trovasse nel Mediterraneo. Alcuni geologi però sono pronti a rivoluzionare tutto. Sono stati i geologi portoghesi i primi a dare l'allarme: la terra sotto l'Oceano Atlantico si sta aprendo. Le due placche tettoniche, quella eurasiatica e quella africana, non si stanno scontrando nel mar Mediterraneo ma di poco oltre lo stretto di Gibilterra verso l'Atlantico. Il geologo Joao Duarte ha riportato la tesi condivisa da alcuni geologi portoghesi che sarebbero rafforzate da alcuni grossi esempi di terremoti avvenuti sulle coste occidentali europee: stiamo parlando del Grande terremoto di Lisbona, il più violento mai registrato in Europa con una magnitudo stimata di 8.7 e 100mila vittime nel 1755 e quello di Cabo San Vicente avvenuto nel 1969 con magnitudo 8 di cui purtroppo non si sono mai conosciute le vittime a causa del regime salazarista. Lo stesso geologo ha usato questi due esempi per dimostrare che, terremoti di questa entità non possono essere registrate in zone prive di faglie. Lo stesso ha quindi individuato una piana abissale che va situata nei pressi della faglia che separa le isole Azzorre da Gibilterra. E proprio in questa rottura della crosta terrestre, secondo i portoghesi, ci sarebbe una delle prime fasi di contrazione dell'oceano Atlantico. Joao Duarte ha quindi voluto spiegare che l'allarme non va preso con isteria perché: "La subduzione è un processo che avviene lungo fasi lunghissime, fino a cinque milioni di anni, ed è probabile che questo fenomeno possa continuare per i prossimi 10 milioni di anni. Posso solo dirvi una cosa: dobbiamo vedere questa scoperta positivamente. Più conosceremo le cause dei terremoti, meglio sapremo difenderci. Non dobbiamo spaventarci, questi fenomeni avvengono e noi possiamo solo farci trovare pronti per evitare conseguenze catastrofiche". Ha spiegato che aggiungendo questa nozione è molto probabile, riferisce la Bbc, che si riesca maggiormente a comprendere i terremoti. E se una cosa la si può comprendere è molto probabile che la si possa anche combattere.  

16.05.19 - IL GIORNALE

FUORIESCE GAS RADON DALL’ETNA - [Redazione] - Le faglie dell'Etna sono tre volte un pericolo: provocano terremoti, spaccano il suolo ed emanano radon, un gas cancerogeno che può accumularsi nelle case rendendole letali. È il risultato di uno studio della rivista internazionale Frontiers in Public Health. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia da molti anni analizza su tutto il territorio nazionale il radon, un gas cancerogeno che l'Organizzazione Mondiale della Sanità colloca nel gruppo I, ovvero tra i più pericolosi per la salute umana. Un allarme preoccupante per la popolazione che abita alle pendici dell'Etna, sui cui fianchi affiorano numerose faglie che presentano una caratteristica: fratturano in modo massiccio le rocce circostanti aumentando così significativamente la loro permeabilità. Questo permette ai fluidi e ai gas presenti nel sottosuolo di muoversi più liberamente proprio attraverso quelle zone fratturate, raggiungendo così la superficie con più facilità. Tra questi gas, subdolo e micidiale, emerge in superficie anche il radon. Per tre anni sono state registrati i dati di 12 sensori in sette edifici sulle pendici meridionali e orientali del vulcano: a Giarre, Zafferana Etnea, Aci Catena, Aci Castello e Paterno. I sensori hanno rilevato concentrazioni medie annue spesso superiori a 100 Bq/m3 (cioè Bequerel per metro cubo), valore di primo livello di attenzione per esposizione media annuale raccomandato dall'Oms. In alcuni casi, tale concentrazione media è risultata persino maggiore di 300 Bq/m3, con punte superiori a 1.000 Bq/m3. Lo studio certifica che la concentrazione è più alta nella case più vicine alle faglie. Un problema che l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ritiene opportuno e utile approfondire ed estendere il monitoraggio a un numero di gran lunga maggiore di case visto anche che il sisma del 2018 ha evidenziato ancora una volta la vulnerabilità del territorio etneo.  

15.05.19 - REDAZIONE

FORUM INGV, PREVENZIONE SISMICA - [Redazione] – Oggi l’istituto sarà protagonista di un convegno durante il quale si parlerà di soluzioni antisismiche per gli edifici. Prevista la presentazione dei risultati della indagine sulla percezione del rischio sismico. La prevenzione sismica entra a pieno titolo al Forum PA 2019, in programma dal14 al 16 maggio a Roma, al Centro Congressi La Nuvola. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), sarà protagonista del convegno "I Cantieri di Casa Italia", nell'ambito del percorso Innovazione per la sostenibilità, realizzato in collaborazione con il Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. I Cantieri di Casa Italia nascono con l’obiettivo di attivare una sperimentazione di soluzioni antisismiche altamente innovative su edifici residenziali di proprietà pubblica: buone pratiche che si candidano a costituire un punto di riferimento per interventi di prevenzione sismica, pubblici e privati, estesi all’intero territorio nazionale. Al convegno, Massimo Crescimbene, psicologo dell’INGV, tratterà il tema "Terremoti tra percezione e realtà" illustrando i risultati della indagine sulla percezione del rischio sismico, realizzata dall’INGV, su un campione statistico di oltre 4.000 italiani. Contemporaneamente, sarà allestita una postazione dove il pubblico potrà compilare online il questionario sulla percezione del rischio sismico. Le risposte potranno essere commentate, a richiesta dei cittadini, dagli esperti dell'INGV presenti alla postazione. Il Forum sarà anche occasione per un più ampio coinvolgimento sul tema della prevenzione delle istituzioni locali, delle associazioni della società civile, delle scuole e delle università del territorio, dei tecnici e della popolazione in generale.