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01.07.2019 - STAMPA-NEWS

IL TERREMOTO DI ROMA, IL SESTO SENZO DEGLI ANIMALI - [Fedora Quattrocchi] - Il Terremoto di Roma del 23 giugno 2019 (ML 3.7) è stato un sisma tettonico Appenninico o un sisma connesso con i fluidi circolanti pertinenti al vulcanico quiescente dei Colli Albani? Lo stile e durata sarebbe diverso. I cittadini lo hanno avvertito distintamente anche nella città di Roma, il 23 giugno 2019 alle ore 22:43 italiane. La prima domanda da porsi è la seguente: la faglia che si è mossa con energia pari a Magnitudo locale di 3.7, ad una profondità ipocentrale di circa 9 km, con qualche piccola replica minore e sede nel passato di terremoti storici come quello del 26 Agosto 1806 con magnitudo stimata pari a 5.6 (catalogo INGV CPT15) è: [INS::INS]i) un mero movimento tettonico del sistema di faglie Appenniniche (NW-SE) con le relative faglie trasversali Anti-Appenniniche (NE-SW) di svincolo crostale tra segmenti di faglia appenninici adiacenti oppure 51000ii) è pertinente ai sistemi di faglia periferici più disarticolati ed anche con andamento N-S, della grande struttura vulcanica dei Colli Albani (il cosiddetto Alban Hills Volcano quale vulcano quiescente ma attivo in tempi umani preistorici)? In questo secondo caso, poiché si tratterebbe di una cosiddetta unrestactivity vulcanica, ovvero una attività residua termometamorfico-idrotermalelungo sistemi di fratture non necessariamente di natura solo tettonica, ma con grande ruolo per i fluidi in risalita (prettamente gassosi, a prevalenzaCO2 come gas carrier anche per H2S, il Radon ed altri gas endogeni, proprio questo differente ruolo dei fluidi differenzierebbe lo stile della sequenza sismica e la durata di essa. Da una modalità prettamente tettonica nel primo caso infatti si distinguerebbe la seconda modalità che può comportare la presenza di sciami sismici più prolungati, sebbene spesso di non grande magnitudo massima, rispetto alla prima modalità tettonica, che ha eventi più isolati, caratterizzati da eventi singoli quindi, o doppiette appenniniche ma non proprio da una sismicità a grappolo a sciame lungo una certa fascia sismogenetica, che in queste aree vulcaniche quiescenti spesso è proprio la zona di risalita di fluidi o di incrocio di faglie a differente angolazione, dove le grandi quantità di fluidi trovano una permeabilità diversa rispetto alle rocce circostanti. E a Colonna abbiamo grandissimi quantitativi di fluidi nel sottosuolo. Si pensi anche all’Acquedotto Colonna (Sorgenti di grande portata come Acqua Vergine etc ) ovvero grandi acquiferi che se vengono caricati da grandi piogge che possono comportare il contatto tra acquiferi regionali stessi e grandi faglie critically stressed, allora tale movimento di fluidi percolanti meteorici verso il basso nella crosta può innescare una faglia silente che raggiungerebbe il punto di rottura proprio a causa di una nuova pressione di fluidi prima inesistente. Quindi domandiamoci sempre quale tipo di situazione caratterizza terremoto più vicino possibile a casa nostra e rispondiamo anche a questo Terremoto di Roma di inizio estate 2019. Prima di questo terremoto ho avuto diverse segnalazioni poche ore prima del sisma del 23 giugno 2019 pervenutemi via messenger da parte dei cittadini, in particolare relative al comportamento di formiche e gatti. Ma questo è un altro capitolo, per un altro articolo in cui approfondire il contributo che può venire dalla particolare capacità sensoristica che hanno gli animali. Si pensi all’olfatto dei cani 20.000 volte superiore al nostro. Che sensori naturali (a disposizione sempre il questionario che ho formulato fin dal 2014 ed usato da alcuni comuni dell’Italia centrale.  

18.06.19 - IL GIORNALE

ESERCITAZIONE INTERFORZE SATER - [Redazione] - L’esercitazione prevede operazioni diurne e notturne di ricerca e soccorso aereo in ambiente costiero e terrestre. Si svolgerà in un’area identificata tra la Riviera di Levante dell’Appennino Ligure ed il basso Appennino Emiliano .L’operazione sarà volta a addestrare le capacità di effettuare operazioni di soccorso aereo in ambiente costiero e terrestre, da cui la sigla (Soccorso Aereo TERrestre) e vedrà la partecipazione del CNSAS (Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico), che in questa edizione ha il compito organizzativo dell’intera operazione, del Comando Base Aeromobili del Corpo delle Capitanerie di Porto di Sarzana (SP), dove verrà costituita una postazione di comando e controllo, denominata PBA (Posto Base Avanzato) e che ospiterà tutti gli assetti aerei partecipanti, e del Comando Operazioni Aeree (C.O.A.) di Poggio Renatico (FE) dell’Aeronautica Militare, che avrà il compito di coordinarli. L’esercitazione prevede operazioni di ricerca e soccorso diurne e notturne (queste ultime con l’utilizzo dei visori notturni - NVG, una particolare dotazione che consente di amplificare la luce residua derivante da stelle e luna e che consente una visione ottimale anche di notte) a favore di escursionisti e speleologi dispersi o infortunati. Oltre alla Guardia Costiera e all’Aeronautica Militare, che parteciperanno con 2 elicotteri AW139, prenderanno parte all’esercitazione anche la Marina Militare con un elicottero del 1 o 5 Gruppo di Luni (SP), i Carabinieri con 1A109 del 15 Nucleo Elicotteri di Albenga (SV), la Polizia di Stato con 1 AB212 del 9 Reparto Volo di Malpensa (MI) ed 1 velivolo P68 del 10 Reparto Volo di Venezia, la Guardia di Finanza con 1 AB412 della Sezione Aerea di Pisa ed 1NH500 della Sezione Aerea di Genova. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della regione Liguria, parteciperà invece con 10 unità radiomobili per pianificazione e coordinamento,10 squadre composte da tecnici, personale sanitario e cinofili. La Guardia Costiera garantisce 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, assetti specializzati nell’attività di Ricerca e Soccorso (S.A.R. Search and Rescue) in grado di condurre operazioni complesse in condizioni climatiche e di visibilità estreme, sia diurne che notturne. Da evidenziare la stretta collaborazione con il CNSAS, in virtù di un protocollo di collaborazione siglato tra la Base Aeromobili delle Capitanerie di Porto di Sarzana e il Servizio Regionale Ligure XXIII Delegazione Alpina CNSAS nel mese di aprile 2015 per la ricerca e il soccorso in ambiente costiero impervio.  

17.06.19 - Il SOLE 24 ORE

EMERGENZA GRAN SASSO - [An.mari.] - Sono già vicecommissario per la ricostruzione, commissario per il dissesto idrogeologico e capo della protezione civile. Non posso essere ubiquo e devo governare l'intera Regione, con materie fondamentali come sanità e infrastrutture. Intervistato in un Forum con l'agenzia Il Sole24ore. Marco Marsilio, Fdl, presidente dell'Abruzzo da febbraio, ha escluso che possa essere lui stesso a ricoprire il ruolo di commissario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. Un problema, quello dell'inquinamento della falda sotto la montagna, che ha rischiato il mese scorso di far chiudere il traforo, con danni enormi per il Laboratorio di fisica nucleare (a cui si accede proprio dal traforo) e per tutto il sistema economico regionale. Il decreto sblocca-cantíeri prevede una nomina concertata govemo-Regione Abruzzo. Con il presidente del consiglio Conte e il ministro Toninelli individueremo la persona più adatta. Io penso che la politica debba fare un passo di lato. Va individuata una persona competente, un tecnico. Io ho delle idee, ma adesso per correttezza non mi pronuncio. Lo sblocca-cantieri stanzia per l'emergenza idrica del Gran Sasso 123,5 milioni nel 2019- 2021. Meno rispetto ai 170 stimati dagli organismi competenti. La verità è che nessuno può sapere quanto costa questo intervento, perché non sono mai stati fatti progetti veri. Parliamo di lavori che dureranno anni. Se serviranno altre risorse confido nel fatto che il Governo possa trovarle per il 2022. Importante è l'aver concesso, come da noi suggerito, la possibilità di una deroga alle norme ambientali, perché con quelle vigenti non sarebbe stato possibile mettere in regola il sistema acquifero del Gran Sasso: o chiudevamo l'autostrada e i laboratori (o quantomeno questi ultimi) o smettevamo di captare l'acqua per uso potabile. Il traforo del Gran Sasso è uno nodo strategico dell'autostrada A24-A25. Dal 1 luglio potrebbero scattare rincari delle tariffe del 19%. Un'autostrada così costosa è un dazio che pagano imprese e cittadini. Spero che non si risolva tutto con una ulteriore proroga o una soluzione tampone che rinvia il tema: il ministero e la concessionaria Strada dei Parchi dovrebbero sciogliere il nodo del nuovo Piano economico e finanziario e chiarire il futuro di questa infrastruttura e della sua gestione. C'è poi tutta la partita della ricostruzione post sisma dell'Aquila. Sono rimasto deluso dall'esito finale. Che è molto meno delle aspettative che il Governo aveva alimentato. Il sottosegretario Vito Crimi aveva promesso 350 tecnici in più per assistere i comuni e gli uffici speciali, invece ce ne hanno dati 200. Sulla ricostruzione privata avevamo chiesto di eliminare, anche nei Comuni fuori del cratere, l'impedimento del contributo in caso di lieve difformità edilizia, come è stato eliminato per i Comuni dentro il cratere. Con il risultato che abbiamo intere frazioni - che sono fuori dai 139 Comuni del cratere - dove la ricostruzione non può partire a causa della lieve difformità edilizia che però non è sanabile. Lei insiste molto sul tema infrastrutture. Ci sono 600 milioni di investimenti Anas sulla Regione, di cui solo una piccola parte è stata impegnata mentre Ferrovie ha circa un miliardo di investimenti programmati, che siamo ancora lontani dal vedere realizzati. Se il governo ci desse le risorse riusciremmo a mettere il sistema portuale abruzzese in condizione di servire per davvero le nostre aziende, che invece sono costrette a utilizzare altri porti come Salerno, Bari, Ancona o Napoli. Al governo chiediamo di rinegoziare in Europa le Reti Ten-T, prolungando il corridoio Adriatico e collegare Ancona e Bari, mentre invece oggi l'alta velocità che arriva da Venezia non passa per Pescara, ma per Roma e Napoli.  

13.06.19 - PROTEZIONE CIVILE

FIUMI SICURI - [Redazione] - La provincia di Bergamo stanzia 10mila euro per l'edizione 2019 e apre alle candidature dei progetti, per il 2019 è in campo con Fiumi sicuri! l'iniziativa che ormai da anni si propone lo scopo di unire diversi attori del panorama provinciale, siano esse istituzioni o privati, al fine di realizzare uno strumento attivo di prevenzione del rischio idrogeologico. Le operazioni prevedono ad esempio la messa in sicurezza di alcuni tratti di fiumi e/o torrenti considerati maggiormente a rischio, con il diretto intervento dei Volontari di Protezione Civile a lavoro per liberare gli alvei, gli argini e i manufatti presenti, essenze arboree e arbustive, oltre che dai rifiuti o altro materiale abbandonato corretto deflusso delle acque. L'edizione 2019 si apre con uno stanziamento da parte della provincia di Bergamo di 10mila euro. Le Amministrazioni comunali, le Comunità montane e gli Enti parco sono i soggetti che da oggi possono avanzare la propria candidatura a partecipare alle giornate compilando e trasmettendo alla Provincia l'apposita scheda di proposta di intervento. Tutte le informazioni e i moduli necessari sono reperibili sul portale web. Tra gli allegati da scaricare si trovano anche le Linee guida con tutte le informazioni utili per la partecipazione, dai tipi di intervento ammessi, che consistono essenzialmente nel liberare gli alvei e i margini di corsi d'acqua superficiali da tutto ciò che ostacola il deflusso dell'acqua (alberi morti, percolanti o debolmente radicati, rifiuti, materiale abbandonato …) fino all'elenco delle spese rimborsabili e alle modalità per chiedere il rimborso una volta effettuato l'intervento. Come nel 2018, anche quest’anno gli interventi non verranno concentrati in una giornata primaverile e una autunnale, ma avranno luogo durante tutto l’anno, per lasciare maggiore flessibilità organizzativa ai soggetti proponenti. Lo scorso anno Fiumi sicuri si è svolta in 12 Comuni, con una media di due cantieri per Comune e circa 500 volontari coinvolti. Un grazie di cuore al Consorzio di Bonifica per aver voluto rinnovare il loro impegno commenta soddisfatto il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli. Sono felice nel mio primo anno di presidente di poter dare continuità a Fiumi sicuri che è un fiore all’occhiello della Provincia. Un progetto che ogni anno prosegue ed è fatto di tante piccole azioni concrete di cura e rispetto del territorio, grazie alla straordinaria rete di volontari che mettono il loro lavoro e la loro fatica al servizio della comunità con l’importante obiettivo di combattere il dissesto idrogeologico. Un caloroso ringraziamento a tutti coloro che quest’anno saranno impegnati nei cantieri. Gli altri partner della campagna, oltre agli enti che si proporranno per ospitare gli interventi, sono: le associazioni di volontariato di protezione civile che contribuiranno con il loro lavoro, l'UTR di Bergamo che supporterà la Provincia nella scelta dei cantieri e delle attività da svolgere, l'associazione Radioamatori italiana che garantirà i collegamenti radio. Altro tassello fondamentale per lo svolgimento dell’iniziativa è il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca, che metterà a disposizione dei Comuni appartenenti al comprensorio di competenza mezzi e personale qualificato per la loro conduzione. Proprio nelle scorse settimane il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e il presidente del Consorzio Franco Gatti hanno rinnovato il protocollo operativo garantendo la continuità di questa collaborazione.  

11.06.2019 - HUFFPOST

GLI ANGELI DELLA SOLIDARIETA’ – (redazione) - Ci ricordiamo bene degli angeli del fango, quei ragazzi che arrivarono a Firenze dopo l’alluvione del 66 per salvare opere d’arte e aiutare persone in sofferenza. Ci ricordiamo anche degli angeli del terremoto, dopo i sismi nel centro Italia, giunti per tendere una mano agli sfollati. Wim Wenders - uno che di angeli se ne intende per averli fatti vivere Sotto il cielo di Berlino - dice che gli angeli dei nostri tempi sono tutti coloro che si interessano agli altri prima di interessarsi a se stessi. La solidarietà umana è, in realtà, un movimento dell’anima. Non è, in effetti, una spiegazione razionale agli atti di solidarietà, di compassione, di condivisione delle difficoltà degli altri che ogni giorno siamo chiamati a fare. La vita quotidiana di ognuno è già piena, in una società così complessa, di scadenze, di conti da far tornare, di problemi inediti che ci si presentano e che vanno affrontati. Eppure, il nostro atteggiamento verso i poveri, i più deboli, i più fragili, è la chiave di lettura della nostra umanità, il termometro attraverso il quale possiamo misurare la nostra esistenza: vedere se siamo in grado di accogliere, comprendere e guardare con compassione ed inclusività l’altro. Questo termometro ci dirà se siamo ancora uomini con un cuore che batte oppure se siamo diventati un esercito di macchine senza anima. La Società Civile - chiama a raccolta gli angeli della solidarietà. E’ una offerta da fare, vogliamo ridare un sorriso a chi lo ha perduto e chiamiamo a farlo una comunità consapevole, matura e capace di dire - come ha scritto il poeta - Io sono l’altro.